Francia, sabato di proteste: rischi di violenza e intervento delle forze dell’ordine

17.10.2026 06:55
Francia, sabato di proteste: rischi di violenza e intervento delle forze dell'ordine

Proteste in Francia: studenti e gilet gialli si mobilitano contro il caro vita

Oggi, la Francia si prepara a un sabato di proteste, con manifestazioni previste in tutto il Paese. Le autorità temono una possibile connessione tra le mobilitazioni studentesche e il movimento dei gilet gialli, in un contesto di tensione in vista del voto presidenziale, dove la candidata del Rassemblement National (Rn), Marine Le Pen, è in testa nei sondaggi, riporta Attuale.

In prima linea sono schierati anche sindacalisti e militanti per il clima. Le misure di sicurezza sono eccezionali, con il premier Sébastien Lecornu che ha convocato una “cellula interministeriale di crisi” per prevenire eventuali disordini. Le autorità si attendono circa 200.000 manifestanti. Durante un intervento in diretta su France 2, il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, ha espresso preoccupazione per il rischio che le “fasi finali” della protesta degenerino in atti di devastazione e violenza, in particolare a causa dell’”estrema sinistra”, con le città di “Bordeaux e Tolosa” indicate come possibili epicentri di conflitto.

Il ministro ha annunciato il ripristino delle “granate stordenti” per le forze dell’ordine, avvertendo che verranno utilizzate “nel caso si verifichino gravi episodi di violenza nelle grandi città e a margine delle manifestazioni”. Fonti vicine al ministero hanno chiarito che “azioni di blocco” sulle principali arterie e infrastrutture del Paese saranno “intollerabili”.

Secondo una circolare interna trapelata da Bfmtv, la polizia descrive la mobilitazione come alimentata da “un’effervescenza sui social network”, ma anche dai media che stanno dando sempre più spazio a questo argomento. Le autorità identificano il movimento come “eterogeneo”, che mira a una “convergenza delle lotte”, riunendo esponenti dell’estrema sinistra, “neo-gilets jaunes”, sostenitori della causa palestinese, partiti di sinistra, liceali, studenti e anche “aderenti alla scena techno-alternativa”.

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