Autotrasportatori in protesta in tutto il sud Italia per il caro carburante

17.10.2026 07:35
Autotrasportatori in protesta in tutto il sud Italia per il caro carburante

Proteste degli autotrasportatori in Sud Italia contro il caro carburante

Dopo mesi di richieste cadute nel vuoto, gli autotrasportatori sono passati ai fatti. Dalla Calabria alla Sicilia, passando per Puglia, Basilicata e Campania, la protesta, tra blocchi e code – con i mezzi pesanti fermi ai margini delle strade o a blindare porti e snodi stradali strategici – sta infiammando il sud Italia. L’obiettivo ora è di ottenere con le ‘cattive’ provvedimenti immediati da parte del governo nazionale contro il caro-carburante, riporta Attuale.

“Non avendo avuto nessun riscontro siamo arrivati alla proclamazione del fermo – spiega Mario Pansini, coordinatore regionale della Federazione Autotrasporti Logistica (Fedralog) Calabria –. Ci serve un ristoro urgente perché siamo senza liquidità. Un pieno oggi è aumentato di circa 600 euro. Significa che in sei mesi un trattore stradale ha pagato 12mila euro in più. Siamo pronti ad andare a Roma con i nostri Tir se entro il 20 ottobre, ultimo giorno della nostra protesta regionale, non avremo avuto risposte concrete”.

Con l’inasprirsi delle proteste e lo spettro di uno sciopero nazionale, il tavolo convocato per il 27 ottobre al Mit appare troppo lontano. Matteo Salvini, secondo quanto si apprende, sta lavorando per organizzare già martedì prossimo un incontro con gli autotrasportatori alla Prefettura di Milano. Cresce intanto l’apprensione per l’impatto del blocco sulla circolazione delle merci, in particolare sui rifornimenti dei medicinali.

“Per ora nessun allarme, continuiamo ad assicurare la regolarità delle forniture alle farmacie e ai cittadini”, dichiara il presidente dell’Associazione distributori farmaceutici (Adf), Walter Farris. I distributori intermedi sono infatti titolari di un obbligo di servizio pubblico: devono provvedere alla consegna dei farmaci richiesti entro tempi brevissimi (massimo 12 ore). Tuttavia, “cinque giorni di fermo quasi totale del trasporto merci da e per la Sicilia potrebbero bloccare il rifornimento merci di gran parte della Grande distribuzione, soprattutto l’alimentare, e dei negozi più piccoli. Ci saranno scaffali vuoti nei supermercati e soprattutto – avverte Federconsumatori Sicilia – mancheranno i prodotti freschi, come frutta e verdura”.

“Il caro carburante ha una pressione diretta sui costi delle imprese di autotrasporto, e di conseguenza su tutta la filiera logistica. La riduzione dei margini – avverte il presidente di Federlogistica, Davide Falteri – mette a rischio la continuità dei servizi. E, purtroppo, l’instabilità geopolitica ci metterà sempre più spesso di fronte a situazioni simili. Bisogna creare uno strumento che si attivi in caso di emergenza per dare una risposta rapida al settore senza penalizzare tutto il sistema industriale e produttivo”.

Sul fronte politico, l’opposizione sposa la causa dei camionisti, attaccando il Governo. “Molti di voi sono schiacciati dal peso del caro gasolio. Non lascerò che la vostra voce e le vostre urgenze siano archiviate da questo governo. È un’emergenza improcrastinabile”, assicura Giuseppe Conte incontrando, sulla strada per Nola, il presidio degli autotrasportatori di Maddaloni. Elly Schlein, in diretta dal distributore di benzina, invita il Governo a valutare la proposta di “un tetto dinamico temporaneo al prezzo dei carburanti attivabile dal Governo solo in condizioni eccezionali”, avanzata da Faib Confesercenti e Fegica.

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