Arresti di poliziotti in Serbia dopo le elezioni, segno di cambiamenti nella sicurezza

05.11.2026 14:35
Arresti di poliziotti in Serbia dopo le elezioni, segno di cambiamenti nella sicurezza

Arresti di poliziotti in Serbia: nuova era dopo le elezioni

Mercoledì, in Serbia, sono stati effettuati i primi arresti di poliziotti accusati di maltrattamenti e torture nei confronti dei partecipanti alle proteste antigovernative del 2025. Questo sviluppo segna un cambiamento significativo in un paese dove le forze di sicurezza hanno storicamente sostenuto il governo populista di Aleksandar Vučić. Gli arresti coinvolgono otto membri di un’unità speciale della polizia serba e Igor Žmirić, comandante dell’unità antiterrorismo, e sono legati a uno dei casi di repressione più brutali recenti, riporta Attuale.

Durante una protesta del movimento studentesco a Belgrado, avvenuta tra il 14 e il 15 agosto 2025, almeno 15 persone furono fermate e portate nel garage del governo, dove subirono torture, incluso un caso di minacce di stupro. Le denunce, riportate da Balkan Insight, rivelano la brutalità delle forze di sicurezza, fino a quel momento rimaste impunite.

In particolare, l’unità speciale per la protezione degli edifici governativi era presente per mantenere l’ordine durante la protesta e non avrebbe dovuto effettuare arresti. Nonostante l’eco del caso, nessun poliziotto era stato precedentemente indagato, mentre il ministro dell’Interno, Ivica Dačić, negava che ci fossero stati abusi. A fronte delle elezioni e del cambiamento politico, ora si assiste a un ripristino della giustizia, sebbene il procuratore che ha ordinato gli arresti neghi qualsiasi collegamento diretto con le violenze del 2025.

Questi non sono i primi arresti dopo le elezioni: domenica 1° novembre, due alti funzionari di polizia, Marko Kričak e Boško Sekulović, sono stati arrestati per abusi d’ufficio. Kričak era già stato precedentemente accusato di aver minacciato di stupro Nikolina Sinđelić, una delle vittime delle violenze, ma era stato promosso alla direzione della polizia criminale. I nuovi fermi sembrano rappresentare una frattura nel sistema di potere costruito da Vučić, ora in crisi.

Le pressioni del movimento studentesco si sono estese anche ad altre istituzioni, culminando nelle dimissioni di dirigenti della televisione pubblica, accusati di propagandare politiche governative e di screditare le proteste. In un contesto di crescente insoddisfazione, il direttore di Alta Bank, Davor Macura, noto per la sua vicinanza a Vučić, è stato arrestato per appropriazione indebita di fondi, ulteriormente minando la credibilità del regime.

In sintesi, gli arresti dei poliziotti sono sintomo di un cambiamento in atto in Serbia, ripristinando la fiducia nelle istituzioni e facendo sperare in una nuova era di responsabilità e giustizia.

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