Proteste studentesche in Italia contro il governo Meloni
Ieri, migliaia di studenti hanno riempito le strade di Roma, protestando contro le politiche del governo Meloni in quello che è stato etichettato come il ‘No Meloni Day’, uno sciopero nazionale della scuola organizzato dal movimento di Opposizione studentesca di alternativa (Osa). Le manifestazioni, caratterizzate da un clima di forte tensione e scontri con la polizia, si sono concluse con 18 agenti feriti, riporta Attuale.
Le manifestazioni si sono diffuse in tutto il Paese, con studenti che esprimevano la loro frustrazione per il dichiarato degrado delle strutture scolastiche, il caro-vita e il tetto sugli studenti stranieri. Secondo gli organizzatori, erano circa ventimila gli studenti romani partiti dall’Esquilino, diretti verso il Ministero dell’Istruzione. “Ci servono più aule. Se non cambierà, intifada pure qua”, hanno urlato, accompagnati da canti partigiani e bandiere palestinesi.
La situazione è degenerata quando un gruppo di una ventina di incappucciati ha preso il controllo della manifestazione, dando vita a scontri con le forze dell’ordine. Giorgia Meloni, intervenendo da Bruxelles, ha condannato la violenza, sottolineando l’importanza di manifestazioni pacifiche e invitando le forze politiche a unirsi in tale appello. “Cosa diversa è la violenza, sono le bombe carta, è aggredire le forze dell’ordine”, ha dichiarato.
La protesta ha avuto risonanza anche al di fuori dell’Italia, con studenti francesi in Erasmus che hanno espresso solidarietà. “Vogliamo esprimere solidarietà a questi liceali. Le lotte sono le stesse: per un’istruzione di qualità diciamo no alle classi sovraffollate”, hanno affermato, evidenziando le somiglianze nelle problematiche educative tra i due Paesi.
A Bologna, un corteo non autorizzato ha portato a scontri, con 60 identificati e lanci di oggetti contro le forze dell’ordine. Anche a Firenze e Genova si sono registrati tensioni, con studenti che esprimevano le loro richieste per un’istruzione migliore e critiche al governo, con slogan come “Investite nell’istruzione, non nelle armi”.
Studenti della Normale di Pisa hanno interrotto la cerimonia inaugurale dell’anno accademico, mentre a Milano, i partecipanti hanno indossato il giallo, simbolo dell’antirazzismo, denunciando lo stato delle scuole. “Ci sentiamo abbandonati”, ha affermato un rappresentante dell’Unione degli Studenti, aggiungendo che la generazione attuale non rimarrà in silenzio di fronte alle ingiustizie.