Panico da fake news in Italia: scuole vuote per false segnalazioni di violenze

20.10.2026 22:55
Panico da fake news in Italia: scuole vuote per false segnalazioni di violenze

Roma, 20 ottobre 2026 – Panico da fake news. Messaggi allarmanti su stupri di ragazze e spedizioni punitive sono stati diffusi tra i feed social e sulle app di messaggistica degli studenti dalla serata di lunedì. Rimbalzando da una chat all’altra, sono cresciuti ad ogni condivisione finendo per trasformarsi in paura. Ieri, in molte scuole di diverse città in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, gli studenti non si sono presentati, terrorizzati da un allarme privo di riscontri. L’effetto di un bombardamento di disinformazione però è stato concreto: ha alimentato l’ansia tra ragazzi, famiglie e comunità scolastiche, in un clima già segnato dalle tensioni seguite agli episodi di violenza avvenuti nei giorni scorsi a Milano, riporta Attuale.

Il contenuto delle chat

Tra i messaggi circolati, si legge: “Hanno fatto un ulteriore gruppo per violentare domani le ragazze. E ci stanno quasi tutti quelli del primo gruppo. Praticamente circa 400 persone e passa. Fate girare”. Un altro messaggio, altrettanto allarmante, avverte di “gruppi neofascisti che si sono organizzati per picchiare stranieri a vista” nelle zone di Cadorna, Duomo, Citylife, Navigli e Brera. Nexossi a condividere ulteriormente queste informazioni, gli studenti hanno ricevuto anche audio concitati che raccontano di violenze mai avvenute. Circolano, inoltre, immagini generate con l’IA che mostrano l’Università Bocconi assaltata da manifestanti.

Le altre città nel mirino

Anche le città di Varese, Monza e Lodi sono state attraversate “da un panico generale dovuto alla circolazione di immagini false” scrivono gli studenti in rete, raccontando che da lunedì sono iniziate a circolare notizie di stupri e pestaggi.

“Il terrore ha raggiunto il suo apice” – rendono noto Rete Studenti Varese, Unione degli Universitari Milano e Parola agli studenti Lodi – con la diffusione di liste di ragazze che sarebbero state targhettizzate come vittime di violenze sessuali di massa.

Per gli studenti, la creazione dei contenuti è frutto di bot e troll e “l’obiettivo è unico e chiaro: seminare il panico generale e disperdere il grande movimento che ha portato centinaia di studenti in piazza”.

Messaggi problematici sono giunti anche via social da ragazze adolescenti al presidente del Veneto, Alberto Stefani. “Non chiamiamole scherzi o bravate – afferma – sono minacce alla libertà e alla sicurezza delle donne”.

Messaggi di allerta hanno raggiunto anche gli studenti di Bologna, Ferrara, Modena e Forlì, creando allarmismi tra famiglie e docenti, che hanno visto molti studenti disertare la scuola. Gli istituti sono in stretto contatto con la questura e le forze dell’ordine, mentre le autorità indagano sul fenomeno.

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