Arresti dopo la guerriglia a Milano: il rischio di nuovi scontri resta alto
Milano, 20 ottobre 2026 – Dopo la guerriglia urbana senza precedenti che ha devastato Milano nel fine settimana, oggi stanno arrivando le prime convalide degli arresti. Al momento, ci sono quattro arresti in carcere e un quinto ai domiciliari per le devastazioni e i saccheggi avvenuti a Milano, mentre la procura bergamasca ha convalidato altri due arresti per gli scontri di Bergamo, riporta Attuale.
Il numero degli arresti è destinato a crescere nei prossimi giorni. Centinaia di persone sono state bloccate tra sabato e domenica durante le violenze; nell’80% dei casi si trattava di minorenni, molti dei quali vestiti di nero e incappucciati, successivamente portati in questura per essere identificati. Nelle ultime ore, la procura ha iniziato gli interrogatori per decidere se confermare o meno i fermi preventivi, trasformandoli in arresti veri e propri.
“Il rischio che ciò possa accadere di nuovo nel breve termine è altissimo”, scrive il gip di Milano Fabrizio Filice nei provvedimenti con cui ha disposto il carcere per quattro ragazzi e i domiciliari per un quinto, tutti arrestati sabato scorso per i disordini in pieno centro. “Basta considerare che il giorno successivo alla prima guerriglia scoppiata sabato un Duomo, domenica 18 ottobre si è creata una situazione analoga e che dal giorno successivo si sono diffuse nuove convocazioni via social” dagli account ‘Italia in piazza’ e ‘Movimento 17 ottobre’, sui quali “sono in corso indagini” e che puntano a mantenere “un profilo decisamente violento e insurrezionale”.
Come esigenze cautelari, il gip individua a carico degli arrestati il pericolo di reiterazione del reato, ossia di altre “condotte di violenza, devastazione e saccheggio in occasione di manifestazioni pubbliche”. In particolare, per quattro giovani che restano in carcere – due accusati solo di resistenza, gli altri due anche di devastazione e saccheggio –, mentre più sfumata è la posizione del quinto, un 24enne difeso dall’avvocato Guido Guella, che è passato dal carcere ai domiciliari con braccialetto elettronico. Gli arresti sono stati tutti convalidati con le rispettive misure cautelari.
Il gip ricorda che la manifestazione di sabato era stata annunciata come “pacifica e a scopo sociale” ed è “immediatamente degenerata in una vera e propria guerriglia urbana” in cui “simultaneamente” migliaia di persone, tra cui “molti minorenni”, hanno messo in atto “aggressioni di gruppo e armate” contro gli agenti, devastando “il centro cittadino” e saccheggiando “esercizi commerciali”. Dai due account anche nei giorni seguenti, spiega il giudice, sono arrivati messaggi con cui “si invitano i giovani a rendere ‘permanente’ la mobilitazione”.
Il gip analizza le singole posizioni degli arrestati e spiega che un 21enne e un 19enne, che restano in carcere per resistenza pluriaggravata, “hanno realizzato le condotte indubbiamente più gravi, essendo stati tra i protagonisti dell’assalto alle forze dell’ordine” contro cui hanno lanciato pietre, cassonetti e altro, “mettendo gravemente a rischio l’incolumità degli agenti” e anche di “cittadini e turisti” in un fine settimana “in una delle zone più frequentate e attrattive della città”.
Il 24enne, che va ai domiciliari, invece, non ha preso parte a scontri e devastazioni, precisa il giudice, ma si è “intromesso nelle fasi di arresto di un altro soggetto” per cercare di aiutarlo, arrivando ad “ingaggiare una colluttazione con un agente di polizia”. Per il gip “è più che plausibile che l’autoconvocazione via social della protesta fosse già preordinata alla realizzazione delle violenze”, sotto un’insegna volutamente generica e indeterminata di istanze sociali varie, dall’aumento dei carburanti al carovita.
“È più che plausibile che l’autoconvocazione via social della protesta fosse già preordinata alla realizzazione delle violenze, sotto un’insegna volutamente generica e indeterminata di istanze sociali varie,” afferma il gip Fabrizio Filice, sottolineando che l’organizzazione delle proteste non sembra ruotare attorno a una specifica istanza sociale, bensì perseguire il “deliberato scopo di dare sfogo a una violenza indiscriminata e incontrollata”.
Il gip Fabrizio Filice ha disposto il carcere per quattro giovani arrestati sabato scorso durante i disordini in centro a Milano, mentre per un quinto ragazzo è stato posto ai domiciliari con il braccialetto elettronico. I cinque maggiorenni sono accusati, a vario titolo, di devastazione e saccheggio, ma anche resistenza pluriaggravata.
Il gip di Bergamo, Riccardo Moreschi, ha convalidato i due arresti effettuati dalla polizia durante i disordini di sabato in centro città. L’uomo di 35 anni di origini pakistane che brandiva una spranga resterà in carcere, mentre il 19enne di origini senegalesi andrà ai domiciliari.
Il primo, già gravato da un Daspo, aveva minacciato con l’asta in ferro il commissario capo che dirige le Volanti della questura, venendo disarmato da un agente della Digos. Era finito in carcere per resistenza, oltraggio e tentate lesioni a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le proprie generalità. Al giudice ha tentato di spiegare che la spranga l’aveva sottratta ad alcuni studenti e che voleva consegnarla alla polizia.
Il diciannovenne si era invece rifiutato di levarsi il passamontagna che gli copriva il volto e di fornire le proprie generalità e aveva tentato di opporsi all’arresto. Nella colluttazione con l’arrestato, due poliziotti avevano riportato lesioni giudicate guaribili in 7 giorni. Era accusato di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, rifiuto di declinare le generalità e per aver partecipato a una manifestazione pubblica col volto travisato. Oggi si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Sono una decina i Daspo urbani emessi dalla Questura nei confronti di altrettanti giovani controllati ieri in piazza Duomo e nei dintorni dopo gli scontri di sabato e domenica a Milano. Si tratta di ragazzi con precedenti oppure travisati o in possesso di oggetti potenzialmente pericolosi come coltellini o altri. Procedono nel frattempo le indagini della Digos per ricostruire la due giorni di violenze e accertare le responsabilità tra i circa 500 protagonisti degli incidenti. Alcuni sono stati arrestati nell’immediatezza. I dieci raggiunti da Dacur non potranno entrare a Milano o in alcune zone della città per diversi periodi di tempo.
Sono già arrivate le convocazioni via social per un altro raduno nelle piazze italiane previsto per sabato 24 ottobre. “Bisogna tenere gli occhi aperti, ho parlato col prefetto, ho parlato col questore, sono andato ieri dal comandante della polizia locale, noi saremo qua”, ha dichiarato il vicepremier Matteo a margine della posa della prima pietra del campus del conservatorio di Milano.
“Conto che i segnali degli arresti fatti siano una dissuasione”, ha aggiunto il ministro, sottolineando l’importanza di affrontare la situazione con fiducia nonostante le incertezze legate alla convalida degli arresti.