Il leader nordcoreano Kim Jong-un sarebbe in coma, secondo fonti non verificate
Il leader nordcoreano Kim Jong-un sarebbe in coma a causa di una emorragia celebrale, secondo quanto riportato da alcuni tabloid britannici e il dissidente cinese Wanjun Xie, ora esule negli Stati Uniti. La notizia ha suscitato preoccupazione riguardo alla successione, con la sorella Kim Jo-yong che potrebbe assumere il comando, nota per le sue posizioni bellicose contro gli Stati Uniti, riporta Attuale.
Xie ha affermato che Kim ha necessitato di un intervento urgente e che i medici cinesi sono stati chiamati per assisterlo, senza tuttavia fornire prove concrete. Secondo le sue affermazioni, il leader sarebbe stato trasferito in una struttura specialistica a Pechino, ma le sue condizioni sarebbero critiche.
La reazione da parte della Corea del Nord è stata immediata, con i media statali che hanno diffuso immagini di Kim visitare una mostra di abbigliamento a Pyongyang insieme alla figlia Ju-ae e alla moglie Ri Sol-ju, nel tentativo di smentire le voci riguardo alla sua salute. Questa strategia segna un cambiamento significativo nel modo in cui le autorità nordcoreane gestiscono tali speculazioni, storicamente restie a commentare tempestivamente.
Analizzando la situazione, Seul non ha trovato evidenze a sostegno delle affermazioni di Xie, dichiarando che non vi è fondamento per queste “rivelazioni”. Tuttavia, le speculazioni sulle condizioni fisiche di Kim rimangono frequenti, complici anche i continui test missilistici della Corea del Nord. Il regime, caratterizzato da un segreto avvolgente, utilizza la propaganda per mantenere l’attenzione sul suo leader e per gestire l’immagine pubblica.
Inoltre, Pyongyang continua ad aggiornare il proprio arsenale missilistico, confermando le proprie ambizioni militari, l’ultima delle quali è stata un’emissione di un missile da un sottomarino.