Lo Stato Italiano chiede 5 miliardi in più al sistema finanziario
La nuova legge di Bilancio prevede un contributo addizionale di 5 miliardi di euro da banche e assicurazioni, un elemento che mette a rischio un accordo precedentemente stabilito con il governo, riporta Attuale.
Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, ha ricordato al Forum di Coldiretti a Roma l’accordo triennale raggiunto l’anno scorso con il governo, che avrebbe dovuto dare stabilità al settore. Questa nuova richiesta finanziaria arriva nonostante l’intesa avesse già fissato un contributo complessivo di 10 miliardi per tre anni, coinvolgendo figure di rilievo come il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
Messina ha sottolineato che le banche avevano proposto un accordo annuale, preferenza che il governo ha respinto, optando per una stabilità triennale che ora sembra essere minacciata. L’esigenza di contribuzioni certe e stabili era stata una dei motivi chiave dietro il formato finale dell’accordo.
Tuttavia, il governo ha inserito nel suo Documento programmatico di bilancio per il 2027 la richiesta di ulteriori 5 miliardi di euro, suscitando già critiche da parte del settore, come quelle espresse dal presidente dell’Abi, Antonio Patuelli. Patuelli ha sollevato dubbi sulla costituzionalità di una tale tassazione, vista come una penalizzazione mirata verso il settore finanziario.
Nel dibattito, Messina ha ribadito che, su 50 miliardi di utili, lo Stato riceverà già 25 miliardi in imposte, evidenziando come le banche stiano contribuendo significativamente alle entrate fiscali nazionali. Questo messaggio vuole sottolineare che prima di qualsiasi richiesta aggiuntiva, il contributo delle banche al fisco è già considerevole.
Infine, Messina ha discusso il ruolo delle banche nel sostenere il debito pubblico italiano, detenendo oltre 400 miliardi in titoli di Stato. Ha evidenziato il rischio economico legato all’aumento dei tassi di interesse, il quale potrebbe influenzare negativamente il valore di mercato delle obbligazioni possedute dagli istituti.
Messina esorta il governo a considerare gli impegni già presi con il settore finanziario e richiede un rispetto delle promesse fatte per evitare che il tema diventi nuovamente oggetto di negoziazione annuale.