Il Parlamento rumeno dà fiducia a Luca Niculescu: un nuovo governo di minoranza dopo sei mesi di crisi
Martedì, il parlamento rumeno ha conferito la fiducia a Luca Niculescu, consentendogli di formare un governo di minoranza e ponendo fine a sei mesi di instabilità politica. Niculescu, quarto primo ministro nominato dal presidente europeista Nicușor Dan dall’inizio della crisi, ha ricevuto 280 voti a favore e 58 contrari, riporta Attuale.
La crisi governativa, che ha iniziato nel mese di aprile, si è acuita dopo che i Socialdemocratici sono usciti dalla coalizione e hanno votato a maggio una mozione di sfiducia contro l’allora primo ministro Ilie Bolojan, alleandosi con l’estrema destra dell’Alleanza per l’unità dei rumeni (AUR). Questo partito, con il maggior numero di seggi in parlamento, ha giocato un ruolo cruciale nel permettere a Niculescu di assumere l’incarico. Il nuovo governo beneficia anche del supporto del Partito Nazional Liberale (PNL) e del partito della minoranza ungherese (UDMR).
Complessivamente, il PNL ha sostenuto la nomina di Niculescu per evitare elezioni anticipate che avrebbero probabilmente favorito l’AUR. I Socialdemocratici, pur avendo criticato l’approccio rigoroso dell’ex governo, hanno deciso di sostenere formalmente Niculescu per prevenire un ulteriore protrarsi della crisi. Tuttavia, sono l’unico partito con rappresentanza diretta nel nuovo governo, con 11 ministri, mentre il resto dell’esecutivo è di natura tecnica.
Niculescu, un ex giornalista radiofonico e ambasciatore in Francia dal 2016 al 2022, ha sottolineato durante il dibattito parlamentare la sua estrazione non politica, affermando di non richiedere un “assegno in bianco”, ma una comprensione della necessità di un governo stabile in Romania.
Martedì, Niculescu ha dichiarato che terrà la prima riunione del governo, con l’obiettivo di approvare la legge di bilancio per il 2026 e predisporre quella del 2027, cercando di ridurre il deficit. I Socialdemocratici hanno imposto il termine di inizio dicembre per l’approvazione della legge di bilancio corrente, segnalando potenziali nuove tensioni all’interno della coalizione.
Il ruolo dei Socialdemocratici è emerso anche in contesti più ampi, come quello della diplomazia statunitense, dove l’ambasciatrice Kimberly Guilfoyle ha recentemente rassegnato le dimissioni dopo aver suggerito di aver influenzato la caduta del governo di Bolojan tramite incontri con i Socialdemocratici. La necessità di un governo operativo è stata accentuata dall’aumento degli attacchi russi alle navi mercantili nel Mar Nero, un’area di strategica importanza per Romania e Bulgaria.