L’ufficiale dei Ros avverte: “C’è chi punta a creare il caos in Italia”

21.10.2026 06:15
L'ufficiale dei Ros avverte: “C'è chi punta a creare il caos in Italia”

Strategia della Tensione: Le Nuove Minacce in Italia

Roma, 21 ottobre 2026 – L’analisi delle forze di intelligence italiane evidenzia la preoccupazione riguardo a una possibile “guerra ibrida” che coinvolge manifestazioni e disordini in Europa e in Italia, con timori di una saldatura tra diverse proteste. Il rischio di una “tempesta perfetta” è tangibile, visto che movimenti studenteschi, camionisti e allevatori si uniscono a gruppi clandestini potenzialmente estranei alle ragioni originarie delle proteste. Questa situazione affronta le autorità italiane nella loro capacità di gestire e prevenire tali episodi, riporta Attuale.

La situazione riflette dinamiche simili a quelle degli anni ’70, descritte come strategia delle tensioni, in cui la guerra dei nostri giorni non si combatte solamente con le armi ma attraverso tecnologia e manipolazione economica. Le tensioni sociali vengono mantenute attive, con conseguenze dirette sui prezzi della vita quotidiana, come frutta e benzina.

Un ufficiale del Ros ha sottolineato come l’“urban guerrilla” sia un fenomeno attuale che ha preso piede nelle città, con obiettivi poco chiari riguardo ai moventi delle azioni violente. Il problema rimane quello di stabilire “Cui prodest?”, ossia a chi giova tutto ciò. La difficoltà di risalire all’origine delle provocazioni e delle sommosse è sempre più evidente.

Allo stesso tempo, il passaparola digitale complica ulteriormente gli sforzi delle forze dell’ordine. I carabinieri hanno istituito un Comando per la cybersicurezza nel 2022, ma la mancanza di un coordinamento centralizzato per le indagini resta una criticità. Ogni unità lavora per conto proprio, creando ostacoli in un contesto che richiede una risposta unificata e rapida per far fronte al terrorismo di nuova generazione.

Le certezze investigative, secondo le autorità, indicano chiaramente che le proteste non sono spontaneous. “C’è di sicuro una regia comune”, affermano, suggerendo che esistono organizzazioni o individui che orchestrano eventi e incitano le persone a rompere l’ordine. La questione cruciale resta chi sia dietro a tali messaggi e come questi vengano diffusi.

Prendendo come esempio la stazione di Roma Termini, con le sue 749 telecamere di sorveglianza, si pone l’accento sulla difficoltà di monitorare efficacemente tali risorse. “Siamo pochi”, è l’amara constatazione delle forze dell’ordine, sottolineando l’insufficienza di personale per vigilare adeguatamente sui luoghi pubblici.

Infine, la questione di potenziali interferenze esterne si fa sempre più seria. Si solleva il dubbio che stati come la Russia possano essere coinvolti nell’incitamento al caos, ma al momento non ci sono prove concrete. Tuttavia, il fatto che messaggi identici siano stati ricevuti da giovani in diversi paesi, tra cui Ungheria, Serbia e Scozia, indica una strategia coordinata per alimentare il panico.

Il 20 novembre, giorno dello sciopero generale, rappresenta un punto di attenzione critico per le forze di polizia e dei carabinieri. Anche se non viene ammesso ufficialmente, la preoccupazione per l’ordine pubblico è palpabile e richiederà un’attenzione costante per prevenire disordini.

1 Comment

  1. È allucinante vedere come ci si avvicini a una situazione simile a quella degli anni ’70… Manifesteranno insieme gli studenti e i camionisti? E le autorità? Hanno le risorse per gestire tutto questo? Già ho il timore per il 20 novembre, altro che giornata tranquilla…

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