Roma, 27 ottobre 2026 – È iniziato un processo denso di emozione e tensione, dove Claudio Agostino Carlomagno è accusato del femminicidio della moglie, Federica Torzullo, assassinata il 9 gennaio scorso ad Anguillara Sabazia, vicino Roma. Sul banco degli imputati si trovano da un lato i genitori della vittima e dall’altro l’uomo che, con 23 coltellate, ha spezzato la vita di Federica, riporta Attuale.
La disperazione della madre
Roberta Virgulti, madre di Federica, ha manifestato la sua infinita disperazione nel rivedere l’imputato, una persona che fino a un anno fa considerava come un figlio. “Guardami in faccia”, ha urlato, con la voce rotta dall’emozione, mentre Carlomagno abbandonava l’aula protetto dalla polizia. La donna ha raccontato come, durante la separazione della figlia, lui aveva chiesto garanzie sul mantenimento del loro rapporto. “Io glielo avevo garantito. E oggi non è riuscito a guardarmi in faccia”.
“Quello che ha fatto” – ha dichiarato con profondo rammarico – “è qualcosa di atroce; ha massacrato mia figlia. Ha voluto cancellare tutti noi, non solo lei, perché lui con noi stava bene. Ha cercato di distruggerci tutti”.
Le accuse e la richiesta di sospensione del giudizio
Carlomagno è accusato di femminicidio aggravato da premeditazione e dal rapporto coniugale, occultamento e vilipendio di cadavere, reati di estrema gravità. L’avvocato difensore, Andrea Miroli, ha richiesto la sospensione del giudizio, invocando la questione di legittimità costituzionale: secondo lui, il concetto di femminicidio “creerebbe un’asimmetria sanzionatoria basata esclusivamente sul sesso”, in contraddizione con l’articolo 3 della Costituzione. Tuttavia, la richiesta è stata respinta dai giudici, permettendo così l’inizio ufficiale del processo.
Le indagini
Federica Torzullo, 41 anni, ingegnera gestionale e funzionaria delle Poste a Fiumicino, scompare il 8 gennaio 2026. Le ultime immagini mostrano Federica rientrare nella casa dove viveva con Carlomagno e con il loro figlio di dieci anni, una situazione già segnata da tensioni in vista della separazione. Carlomagno presenta denuncia di scomparsa, mentre il padre della vittima esprime un inquietante presentimento: “Mia figlia non era il tipo da scomparire così, non avrebbe mai lasciato il suo bambino”. Il corpo di Federica viene ritrovato dieci giorni dopo, sepolto nei pressi dell’azienda del marito.
Le indagini rivelano tracce di sangue riscontrate in casa, sugli indumenti di Carlomagno e nei veicoli associati alla sua attività. L’autopsia chiarisce la brutalità del crimine: 23 accoltellamenti, segni di ustioni e tentativi di occultamento del corpo. L’imputato confessa, affermando di aver agito per timore di perdere l’affidamento del figlio.
L’indagine sui genitori
Pochi giorni dopo, i genitori di Carlomagno sono trovati senza vita nel giardino della loro abitazione. Questo tragico sviluppo ha portato la Procura di Civitavecchia ad aprire un fascicolo per istigazione al suicidio. Il processo prosegue con la partecipazione dei genitori e della sorella di Federica, unendosi ad associazioni che sostengono le vittime di violenza come “Differenza Donna” e “Insieme a Marianna”. La prossima udienza è fissata per il 16 novembre.