Nuovo governo in Israele: tre scenari in gioco dopo le elezioni del 28 ottobre

28.10.2026 12:55
Nuovo governo in Israele: tre scenari in gioco dopo le elezioni del 28 ottobre

Israele: Scenario politico incerto dopo le elezioni

Ieri sera, quando i risultati delle elezioni israeliane hanno cominciato a emergere, l’opposizione ha sperato che fosse finalmente giunto il momento di un cambiamento, ma la situazione si è rapidamente complicata. Con oltre il sessanta per cento dei voti conteggiati, il blocco di Benjamin Netanyahu sembra aver ottenuto 54 seggi, mentre l’opposizione di cambiamento ne conta 47. I partiti arabi, in un contesto storico, sono arrivati a 19 seggi, senza che nessuno raggiunga la soglia dei 61 necessaria per formare un governo, riporta Attuale.

Le schede provenienti da Tel Aviv, tradizionalmente più favorevoli al centrosinistra, e le centinaia di migliaia voti per corrispondenza, dei soldati e diplomatici, devono ancora essere conteggiati. Il risultato finale è atteso per venerdì, mentre quello ufficiale sarà rilasciato il 4 novembre. In un Parlamento così frammentato, un solo seggio potrebbe risultare determinante per la formazione del governo.

Il Likud, nonostante le previsione di una sua retrocessione, ha riconquistato la posizione di primo partito con 27 seggi, pur perdendo cinque seggi rispetto a quattro anni fa. Il partito centrista di Gadi Eisenkot ha ottenuto 20 seggi, mentre un risultato sorprendente è arrivato da Nazareth e dal Triangolo, dove la Lista Unita ha ottenuto 13 seggi, diventando la terza forza del Paese.

Attualmente, Isaac Herzog, il presidente israeliano, è phisicamente in una posizione centrale per la formazione del nuovo governo. Riceverà i leader dei partiti per discutere le possibili alleanze. La prima opzione potrebbe essere un governo guidato da Netanyahu, il quale ha già fortemente detto di voler riunire una maggioranza sionista, senza però nominare esplicitamente i gruppi di sostegno.

Un’altra possibilità è un governo di minoranza guidato da Eisenkot, potenzialmente sostenuto dai partiti arabi, ma le proiezioni attuali mostrano che anche questa opzione potrebbe non avere una maggioranza stabile. Il terzo percorso possibili è quello di un nuovo voto se le negoziazioni non porteranno a un accordo. Netanyahu potrebbe approfittare di questa incertezza per mantenere la sua posizione di premier ad interim, gestendo una situazione complessa senza un sostegno chiaro.

La navigazione in questo contesto politico non semplice si preannuncia difficile e complessa, con la necessità di trattative e possibili compromessi che potrebbero durare diversi mesi.

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