GlobUs e la rotta africana dell’influenza russa: perché Parigi la collega a Marine Le Pen

29.10.2026 12:42
GlobUs e la rotta africana dell’influenza russa: perché Parigi la collega a Marine Le Pen
GlobUs e la rotta africana dell’influenza russa: perché Parigi la collega a Marine Le Pen

Una rete legata all’ex ambiente di Evgenij Prigozhin, già capo del gruppo Wagner, opera in Africa diffondendo messaggi filorussi e antioccidentali. Secondo le autorità francesi, GlobUs non punta soltanto a rafforzare la presenza di Mosca in Camerun e nella Repubblica del Congo: la sua attività potrebbe anche raggiungere cittadini francesi residenti nei due Paesi e alimentare un orientamento favorevole a Marine Le Pen.

La ricostruzione è stata riportata dai media il 28 ottobre 2026 e si basa sulle valutazioni di Viginum, il servizio francese incaricato di monitorare le ingerenze digitali straniere. Parigi accusa la rete di condurre operazioni di manipolazione informativa e di intervento politico in Africa. L’accusa riguarda il funzionamento e gli obiettivi attribuiti a GlobUs; non dimostra che la rete abbia già modificato voti o prodotto un risultato elettorale concreto.

Il servizio di Digi24 sulle nuove operazioni di ingerenza denunciate dalla Francia descrive una struttura che riunirebbe giornalisti, influencer, giuristi e politologi. Il suo tratto distintivo sarebbe l’uso di soggetti e mezzi di comunicazione locali: contenuti riconducibili agli interessi russi possono così apparire come opinioni nate all’interno del dibattito africano.

Il passaggio dai media locali alle urne francesi

Il collegamento con Le Pen nasce da una considerazione demografica e politica. In Camerun e nella Repubblica del Congo vivono cittadini francesi e persone con doppia cittadinanza; una parte di loro conserva il diritto di partecipare alle elezioni francesi. La diffusione di narrazioni filorusse e ostili all’Occidente in questi Paesi potrebbe quindi raggiungere un pubblico che, pur vivendo fuori dalla Francia, è coinvolto nella sua competizione politica.

Viginum e le autorità francesi collegano questa possibile traiettoria all’interesse di Mosca per la politica francese. Le Pen sostiene una revisione della linea europea comune nei confronti della Russia. Un suo rafforzamento politico potrebbe dunque ridurre la compattezza del fronte europeo e rendere più difficile per Parigi sostenere l’attuale impostazione verso il Cremlino.

Il punto, tuttavia, resta un’ipotesi sull’obiettivo e sul possibile effetto della campagna. Le informazioni disponibili descrivono un meccanismo di influenza, non provano che GlobUs abbia reclutato elettori per Le Pen, né che abbia determinato un aumento misurabile del suo consenso. La connessione indicata dalle autorità è quella tra i messaggi diffusi, il pubblico potenzialmente raggiungibile e l’interesse strategico russo.

Quando la propaganda assume un volto locale

La rete, secondo la descrizione francese, non avrebbe bisogno di presentarsi apertamente come russa. Un influencer può riprendere un tema antioccidentale, un giornalista può inserirlo in un articolo e un esperto può offrirgli una veste apparentemente tecnica. La pubblicazione su piattaforme già conosciute dal pubblico locale aggiunge credibilità e amplia la circolazione oltre gli ambienti che seguono direttamente i media filorussi.

Questa modalità rende più difficile riconoscere l’origine di una campagna. Un singolo commento può sembrare un’opinione indipendente; la ripetizione degli stessi argomenti attraverso persone, professioni e canali diversi può invece costruire un ambiente informativo coerente con gli interessi di Mosca. Il coinvolgimento di più categorie professionali offre alla rete diversi accessi al dibattito pubblico, senza dipendere da una sola testata o da un unico account.

Le autorità francesi ritengono inoltre possibile che GlobUs abbia preso il posto di AFRIC, una struttura precedentemente utilizzata, secondo la stessa ricostruzione, per sostenere candidati filorussi e interferire nelle elezioni. Se l’ipotesi fosse confermata, il cambio di nome e di organizzazione indicherebbe una continuità del metodo: rinnovare i canali e gli intermediari, mantenendo l’obiettivo di influenzare il contesto politico.

La sfida per l’influenza in Africa

Il possibile sostegno indiretto a Le Pen non esaurisce la posta in gioco. Camerun e Repubblica del Congo sono Paesi nei quali la Francia conserva legami politici, economici e culturali di lunga durata. Raccontare la Russia come un partner alternativo e descrivere le potenze occidentali come ostili o in declino può servire allo stesso tempo a rafforzare la presenza russa e a erodere la posizione di Parigi.

In questa prospettiva, la campagna avrebbe due direzioni: condizionare il dibattito nei Paesi africani e indebolire la capacità francese di sostenere la propria politica estera. Se i messaggi raggiungessero anche cittadini francesi all’estero, una stessa infrastruttura informativa collegherebbe il confronto geopolitico africano alla contesa elettorale in Francia.

Resta da stabilire quale effetto concreto abbia avuto GlobUs sul consenso politico. Ciò che la denuncia francese mette in evidenza è soprattutto una tecnica: usare voci locali per rendere meno visibile l’origine di narrazioni favorevoli alla Russia, mentre la loro possibile ricaduta si estende dall’opinione pubblica africana alle urne francesi.

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