Toledo, 30 ottobre 2026 – “Non perdo la speranza, voglio sperare fino all’ultimo che mio fratello Pepe sia ancora vivo”. Manuel San Emeterio, di Siviglia, è tra i familiari dei passeggeri coinvolti nel disastro ferroviario avvenuto martedì a Urda, in provincia di Toledo, e che risultano ancora dispersi, riporta Attuale.
Allestito un centro per accogliere i parenti dei dispersi
Manuel, come altre decine di familiari, sta trascorrendo le giornate nella Casa El Buen Pastor di Toledo, una struttura religiosa che ha allestito un centro per accogliere i parenti dei dispersi, provenienti da tutta la Spagna e dall’estero. Nel frattempo, all’Istituto di medicina legale sono in corso le autopsie sui resti non ancora identificati, con comparazioni del DNA prelevato dai familiari per confermare definitivamente i decessi.
Anche una italo-argentina tra i dispersi
Tra i passeggeri ancora formalmente dispersi ci sono l’italo-argentina Ana Martina Conte Grand, arrivata dall’Argentina per visitare la nipotina nata tre mesi fa e il fratello Jeremias (l’unico passeggero con cittadinanza italiana rimasto ferito, che ha raccontato di aver visto la sorella senza vita prima di perdere conoscenza), e una donna italo-venezuelana residente in Spagna. Altri sei passeggeri italiani, invece, sono rimasti illesi.
“Non perdo la speranza di riabbracciare mio fratello”
I familiari attendono risposte in giorni di angoscia nella struttura allestita alla periferia della città, dove hanno anche la possibilità di trascorrere la notte. “In questo momento non provo rabbia – spiega Manuel – ma solo dolore e angoscia. Fino a quando non mi diranno che mio fratello, che ha 54 anni, è tra le vittime non perderò la speranza di riabbracciarlo. L’ho sentito per l’ultima volta quella mattina, poi più nulla. La nostra vita è stata travolta”.