Le elezioni di midterm: un test decisivo per Trump con 54 milioni di votanti già registrati

02.11.2026 07:15
Le elezioni di midterm: un test decisivo per Trump con 54 milioni di votanti già registrati

DALLA NOSTRA INVIATA
AUSTIN (TEXAS) – Domani è in gioco il controllo repubblicano su Washington. Sono in palio tutti e 435 i seggi della Camera, 35 dei 100 seggi del Senato e le poltrone di 36 governatori, riporta Attuale.

Si è registrata un’impennata del voto anticipato: 54 milioni di americani si sono già recati alle urne o hanno votato per posta, secondo Nbc News, 7 milioni in più rispetto all’ultimo midterm nel 2022. L’entusiasmo sembra più forte tra i democratici: dati degli Stati indicano che fino ad ora hanno votato 10,7 milioni di democratici, 7,8 milioni di repubblicani.

In un clima politico sempre più cupo per il presidente Donald Trump, il suo partito sta affrontando sfide significative a causa dell’aumento dei costi di generi alimentari e della benzina, così come la guerra con l’Iran e le preoccupazioni riguardanti la corruzione governativa. Attualmente, i democratici hanno una reale possibilità di riconquistare sia la Camera che il Senato (l’88% e il 63% secondo VoteHub), ma la situazione al Senato resta particolarmente incerta.

Dal suo ritorno alla Casa Bianca, Trump ha privilegiato il ricorso ai decreti presidenziali rispetto al normale iter legislativo, ridimensionando di fatto il ruolo del Congresso. Tuttavia, un controllo democratico limiterebbe le sue possibilità di ottenere risultati politici nei suoi ultimi due anni di mandato. Inoltre, l’esito delle elezioni sarà visto come un referendum su Trump, responsabile di aver sostenuto candidati a rischio di sconfitta, come Ken Paxton per il Senato in Texas.

Se i repubblicani superassero le aspettative, Trump potrebbe rivendicare di aver mobilitato la base conservatrice, grazie a una campagna elettorale attiva: 27 eventi in 19 Stati negli ultimi 30 giorni, più di qualsiasi presidente per il midterm. Questo potrebbe rafforzare la sua influenza sul partito anche nelle primarie del 2028. Tuttavia, se le perdite fossero gravi, molti repubblicani potrebbero sentirsi incoraggiati a prendere le distanze da Trump mentre il partito cerca di riorientarsi verso il futuro.

I repubblicani lottano per mantenere il controllo risicato della Camera, con i democratici che si sentono così sicuri da vantarsi di come intendono utilizzare la maggioranza per mettere sotto pressione l’amministrazione Trump. Ai democratici bastano tre seggi per ottenere la maggioranza, ma sperano di conquistarne molti di più, mentre si sono concentrati in distretti repubblicani, inclusi alcuni dove Trump ha vinto con margine a doppia cifra nel 2024.

Inoltre, se i democratici riconquistassero il Senato, potrebbero avviare indagini sul presidente, sulla sua famiglia e sulla sua amministrazione, aumentando le possibilità di impeachment. Una maggioranza democratica renderebbe molto più difficile per Trump ottenere la conferma dei suoi candidati in posizioni chiave.

Trump ha avvertito che potrebbe contestare nuovamente la legittimità delle elezioni in caso di sconfitta. Già in Alaska, ha ordinato al dipartimento di Giustizia di bloccare la certificazione dei risultati se il senatore repubblicano in carica dovesse perdere. Tuttavia, un giudice ha archivato il caso. Concluse queste elezioni, una vittoria netta dei democratici potrebbe comunque portare a settimane di controversie e ricorsi legali.

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