El Salvador invia 2mila soldati a Haiti per affrontare le gang e recuperare tecnici rapiti

03.11.2026 17:25
El Salvador invia 2mila soldati a Haiti per affrontare le gang e recuperare tecnici rapiti

El Salvador invia 2.000 soldati ad Haiti per combattere le gang

El Salvador ha inviato 2.000 soldati ad Haiti, un paese caraibico impegnato da anni nella lotta contro le gang criminali che controllano gran parte della capitale Port-au-Prince e altre zone. Questo rappresenta il più ampio dispiegamento di soldati salvadoregni all’estero in decenni, con obiettivi ancora poco chiari, riporta Attuale.

Il presidente Nayib Bukele ha dichiarato che l’invio delle truppe è volto al recupero di quattro tecnici dell’aviazione salvadoregni, rapiti da una gang il 18 ottobre mentre erano in missione. Tuttavia, il numero elevato dei soldati destava preoccupazioni, suggerendo che Bukele mira a stabilizzare la situazione in Haiti oltre al recupero dei tecnici.

I tecnici, catturati in un’imboscata, sono attualmente dispersi. Sono stati trovati dei resti umani durante le ricerche, ma non è stata ancora confermata l’identità delle vittime. In un messaggio su X, Bukele ha sottolineato che i soldati non sono stati inviati per invadere o danneggiare il popolo haitiano, bensì per completare la missione e «dare una lezione» alle gang.

Bukele ha descritto El Salvador come un possibile modello per Haiti nella lotta contro la criminalità: «Abbiamo attraversato la stessa sofferenza», ha affermato, evocando la metamorfosi del suo paese in uno dei più sicuri del continente grazie a misure contro la criminalità organizzata avviate nel 2022. Queste operazioni, caratterizzate da metodi vigorosi, hanno portato a una significativa diminuzione di omicidi e crimini.

Tuttavia, i dettagli sull’operazione rimangono vaghi, e non è stata fornita una data conclusiva per la missione militare. Bukele aveva già espresso in passato la convinzione di poter «aggiustare» la situazione ad Haiti con l’impiego delle forze armate salvadoregne, lasciando aperta la possibilità che i soldati restino sul posto anche oltre la fase di recupero dei tecnici.

Il governo haitiano, rappresentato dal primo ministro Alix Didier Fils-Aimé, ha confermato il suo sostegno all’intervento salvadoregno, considerandolo un supporto alla propria missione contro le gang. Bukele ha affermato che El Salvador si assumerà il 90% delle spese, evidenziando il contributo limitato di altri paesi, inclusi gli Stati Uniti, che hanno fornito aerei per il trasporto delle truppe.

L’amministrazione Trump aveva già espresso sostegno per Bukele, vedendo nell’operazione una chiave per stabilizzare la regione, dato l’aumento degli haitiani che tentano di emigrare, specialmente verso gli Stati Uniti.

La crisi ad Haiti si è aggravata dalla mancanza di un governo stabile dal 2021 e dall’assenza di elezioni dal 2016. Le autorità provvisorie non sono riuscite a contenere il potere delle bande, che nel 2024 hanno preso il controllo di gran parte della capitale. Una missione internazionale sostenuta dall’ONU ha tentato di arginare la violenza, senza tuttavia ottenere risultati significativi.

La nuova missione salvadoregna avrà il compito di collaborare con la missione internazionale contro le gang, ma restano dubbi su come coordineranno le loro operazioni, considerando anche la presenza di mercenari stranieri che assistono le forze di polizia haitiane, con il rischio di intensificare la già precaria situazione sulla terraferma.

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