Inaugurato in Costa Rica un carcere di massima sicurezza per membri di gang criminali

15.10.2026 09:05
Inaugurato in Costa Rica un carcere di massima sicurezza per membri di gang criminali

Inaugurata in Costa Rica una nuova prigione per isolare i membri delle gang

Mercoledì, la presidente del Costa Rica, Laura Fernández, ha inaugurato un carcere di massima sicurezza per isolare i membri delle gang criminali, ispirato al modello del carcere di El Salvador, noto anche per le pessime condizioni e gli abusi compiuti al suo interno, riporta Attuale.

Fernández, eletta a febbraio di quest’anno, ha avviato il progetto in continuità con il presidente uscente Rodrigo Chaves, che aveva avviato la costruzione del carcere come risposta all’aumento del tasso di omicidi nel paese. Il Costa Rica, un tempo considerato uno dei paesi più sicuri dell’America Latina, ha visto un’infiltrazione crescente di cartelli di narcotraffico, trasformandosi in un importante snodo logistico e contribuendo all’aumento dei reati violenti e degli omicidi.

Il nuovo carcere, chiamato CECCO, si trova nella parte centro-settentrionale del paese e si estende su un’area di 91 mila metri quadrati, equivalente a circa 13 campi da calcio. Con una capienza complessiva di 5.100 detenuti, rappresenta circa il 20% del totale dei detenuti nel paese, e il costo della sua costruzione è stato di poco meno di 17 miliardi di colón costaricani, corrispondenti a circa 33 milioni di euro.

Negli ultimi anni, altri paesi del Centro e Sud America hanno adottato strategie simili a quelle di El Salvador, avviando la costruzione di grandi carceri per affrontare il problema delle gang criminali. L’Ecuador ha già costruito una prigione, mentre Panama ha annunciato a luglio l’intenzione di costruirne una. Anche Perù e Colombia hanno progetti simili in fase di sviluppo. Il carcere di El Salvador, noto come Centro de Confinamiento del Terrorismo, è stato inaugurato nel 2022 e può ospitare fino a 40mila persone; le sue strutture sono estremamente limitate e i detenuti, spesso sottoposti a processi di massa, raramente hanno la possibilità di comunicare con l’esterno.

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