Il presidente del Paraguay si dimette dopo il crollo di Ueno Bank
Il presidente del Paraguay, Santiago Peña, ha annunciato le sue dimissioni a seguito della messa in liquidazione di Ueno Bank, uno dei principali istituti digitali del Paese, da parte della banca centrale. Questa decisione è stata determinata da una grave carenza di capitale, che ha lasciato circa tre milioni di clienti e enti pubblici senza accesso ai propri conti, riporta Attuale.
La procedura di risoluzione, adottata all’unanimità il 2 novembre, è stata motivata dal crollo dell’indice di solvibilità della banca, sceso a meno della metà del minimo regolamentare. Peña ha deciso di dimettersi dopo che l’opposizione ha convocato una sessione straordinaria per avviare il processo di impeachment e a seguito delle crescenti richieste di dimissioni da parte dei manifestanti, legate all’uso improprio dei fondi pensione e a presunti insabbiamenti. «La nostra repubblica deve sempre elevarsi al di sopra di qualsiasi persona o circostanza… Ho deciso di presentare le mie dimissioni da presidente del paese. Lo faccio pensando alla stabilità del nostro paese e alla pace sociale», ha dichiarato Peña su X.
Con la messa in risoluzione di Ueno Bank, sono stati bloccati conti, carte e applicazioni, mentre le autorità valutano attivi e passivi in vista del trasferimento dei depositi ad altri istituti. La crisi coinvolge anche circa 380 milioni di dollari investiti nella banca dall’Istituto di previdenza sociale (Ips), che garantirà comunque la continuazione dei pagamenti a circa 32.000 pensionati. Secondo Abc Color, il presidente Peña è stato accusato di «cattivo esercizio delle proprie funzioni», con presunti conflitti di interesse e dubbi sull’evoluzione patrimoniale, riguardanti partecipazioni nel gruppo controllante l’istituto sino al 2025.
Milioni di paraguayani, tra cui molti pensionati, si sono trovati nell’impossibilità di accedere ai propri conti. Lunghe file si sono formate davanti alle filiali di Ueno a Asunción mentre i correntisti hanno partecipato a manifestazioni di protesta. Peña ha cercato di rassicurare i cittadini, affermando in un video su X che «il sistema finanziario è solido» e promulgando una legge per permettere il prelievo rapido di una parte dei fondi di garanzia.
Martedì, su richiesta di Peña, il presidente della Banca Centrale, Carlos Carvallo, si è dimesso, e otto alti dirigenti di Ueno sono stati posti in arresto, tra cui il presidente Miguel Vazquez, che si è costituito. La Banca Centrale ha assunto il controllo di Ueno per tutelare i correntisti e preservare la stabilità del sistema finanziario.
Incredibile che in un paese come il Paraguay si possa arrivare a tanto!!! Sembra ormai che la fiducia nei leader politici sia completamente svanita… Tra l’altro, ci siamo mai chiesti cosa succederebbe se una situazione del genere accadesse qui da noi? La gente è al limite, e giustamente protestano!!!