A Jena, in Turingia, il confronto sull’AfD è uscito dai confini di una normale contestazione politica. Il 28 ottobre 2026 tra 3.000 e 4.000 persone hanno protestato contro l’intervento di Björn Höcke, leader della sezione regionale del partito, mentre la polizia cercava di liberare l’accesso alla sala dalle barricate organizzate dai manifestanti.
Quattro agenti sono rimasti feriti e sette partecipanti sono stati fermati con il sospetto di avere commesso reati, tra cui il possibile sabotaggio dell’alimentazione elettrica. Poco prima dell’inizio dell’incontro, infatti, la corrente è venuta a mancare: Höcke ha dovuto parlare senza microfono e con un’illuminazione ridotta. Il guasto e le responsabilità non risultano accertati; il sabotaggio era oggetto di un’ipotesi investigativa.
La contestazione è arrivata fino alla sala
L’iniziativa era stata presentata come un “dialogo con i cittadini” in una città nota per l’opposizione alle politiche di Höcke. Questa volta i manifestanti non si sono limitati a radunarsi all’esterno. Le barricate umane, organizzate con persone sedute a terra, hanno ostacolato il passaggio verso il luogo dell’evento e la polizia ha usato la forza e spray al peperoncino per sgomberarle.
La tensione ha prodotto due letture contrapposte della stessa serata. I manifestanti hanno accusato gli agenti di avere esercitato una “violenza di massa” per condurre Höcke sul palco nonostante il rifiuto espresso da migliaia di persone. Dal punto di vista delle forze dell’ordine, invece, il blocco degli accessi e il sospetto intervento sull’impianto elettrico rappresentavano un problema di sicurezza e di ordine pubblico.
Le conseguenze sono state immediate: quattro poliziotti feriti e sette persone fermate per presunti reati. Un fermo o un sospetto investigativo non dimostrano di per sé la responsabilità degli interessati, ma hanno trasformato l’incontro politico in un confronto sul limite della protesta, sull’uso della forza e sulla possibilità di garantire eventi pubblici con protagonisti altamente divisivi.
Perché Höcke provoca una mobilitazione così ampia
Höcke è una delle figure più controverse dell’AfD. Da anni i suoi critici lo accusano di ricorrere a una retorica che richiama il nazionalsocialismo. Le sue dichiarazioni e il suo ruolo politico sono stati inoltre oggetto di procedimenti giudiziari; nella ricostruzione diffusa dai media, un tribunale lo ha qualificato come estremista.
Per una parte dell’opinione pubblica, la sua presenza rappresenta la normalizzazione di posizioni nazionaliste e della destra radicale nella politica tedesca. A Jena questa opposizione non è rimasta confinata alle organizzazioni politiche o ai gruppi militanti: migliaia di persone hanno scelto di scendere in strada per contestare il suo arrivo.
Il fatto che Höcke abbia raggiunto la sala sotto protezione e abbia poi parlato in condizioni tecniche precarie ha assunto anche un valore simbolico. La manifestazione non ha impedito lo svolgimento dell’incontro, ma ne ha modificato profondamente le condizioni. Il palco, il microfono e la luce — elementi ordinari di una riunione politica — sono diventati il teatro visibile di un conflitto più ampio.
La crescita dell’AfD e la contro-mobilitazione
L’episodio mostra una tensione destinata a pesare sulla vita pubblica tedesca: mentre l’AfD rafforza la propria influenza politica, crescono anche le iniziative di chi vuole contrastarne l’ideologia e limitarne la presenza nello spazio pubblico. Le due dinamiche possono alimentarsi a vicenda. Una maggiore visibilità del partito può provocare manifestazioni più numerose; proteste sempre più dure possono, a loro volta, irrigidire il confronto e consolidare la mobilitazione dei suoi sostenitori.
Il rischio riguarda anche il modo in cui si svolge il dibattito democratico. Se ogni appuntamento con esponenti dell’AfD diventa una prova di forza tra accessi bloccati, interventi di polizia, arresti e accuse reciproche, le questioni politiche possono essere oscurate dalla disputa sulla sicurezza e sulla legittimità dell’evento.
La protesta di Jena ha quindi mostrato sia la capacità dell’opposizione di mobilitare una folla numerosa sia il grado di polarizzazione raggiunto dal confronto su Höcke. L’incontro si è tenuto, ma dopo uno sgombero, il ferimento di agenti, sette fermi e un’interruzione dell’elettricità ancora da chiarire. La domanda aperta è se si sia trattato di una serata eccezionale o dell’anticipazione di un modello ricorrente nello scontro tedesco sul posto dell’AfD nella vita pubblica.
Bild ha riferito sulla protesta e sugli agenti feriti.