Aeroporti in evoluzione: addio a carta d’identità e passaporto all’imbarco

20.07.2025 03:05
Aeroporti in evoluzione: addio a carta d’identità e passaporto all’imbarco

Rivoluzione negli aeroporti italiani: nuova normativa sui documenti di viaggio

Roma, 20 luglio 2025 – A partire dall’inizio di luglio, negli aeroporti italiani è stata introdotta una novità significativa: non sarà più obbligatorio presentare carte d’identità o passaporti prima dell’imbarco per i voli nazionali e nell’area Schengen. “Naturalmente i documenti non vanno lasciati a casa”, sottolinea Pierluigi Di Palma, presidente dell’Enac, che è l’ente preposto alla supervisione del settore.

“Assolutamente no, vorrei chiarirlo chiaramente, è necessario portarli sempre con sé. Ci sono destinazioni specifiche dove devono essere mostrati. Inoltre, per determinate tratte, potrebbe pervenire in qualsiasi momento una richiesta da parte delle forze dell’ordine, che deve essere immediatamente soddisfatta”, riporta Attuale.

La sicurezza non è compromessa?

“Assolutamente no. Al massimo, ci potrebbe essere un problema legato all’identificazione, mai alla possibilità di verificare accuratamente l’identità della persona”.

Perché è stata presa questa decisione?

“Ritengo si tratti di una vera e propria rivoluzione, che punta a snellire le procedure di sicurezza negli aeroporti italiani senza compromettere la possibilità di effettuare controlli e, quando necessario, identificazioni”, afferma Di Palma.

Quanto tempo si risparmia nelle procedure?

“Molto, poiché l’esibizione dei documenti era un’operazione che doveva essere ripetuta in più punti di controllo”.

L’Italia è il primo paese a implementare questa misura?

“Sicuramente è tra i primi in Europa, nell’area Schengen, questa è l’area di riferimento”.

Procedure semplificate, ma rimane il problema dei bagagli smarriti: le statistiche globali sono preoccupanti.

“Durante i periodi di intenso traffico aereo, possono verificarsi situazioni anomale, anche se in termini percentuali si tratta di un fatto che accade raramente. È importante ricordare che il sistema aeroportuale è strutturato per consentire la restituzione dei bagagli smarriti, anche se in ritardo. Credo che siano i soli a preoccuparsi di questo aspetto, prevedendo anche la possibilità di rimborso”.

Tuttavia, il problema non è così trascurabile: in Europa si verificano decine di disguidi con le valigie ogni minuto.

“Il tema merita certamente un approfondimento. Si deve considerare che le società di handling non operano solo con la tecnologia, ma c’è anche la necessità di avere personale qualificato per caricare e scaricare i bagagli. Tuttavia, l’errore umano è sempre una possibilità. Numerosi passaggi coinvolgono la componente umana. Ancora c’è del lavoro da fare, sia da parte delle aziende che dei passeggeri”.

Cosa dovrebbero fare i passeggeri?

“Per prima cosa, dovrebbero imparare a portare con sé solo l’essenziale. Inoltre, non è necessario che l’aeroporto installi un sensore nelle valigie; sarebbe più utile farlo a casa, con tecnologie facilmente accessibili e a basso costo”.

In merito ai risarcimenti?

“Quando si verifica questo problema, i viaggiatori hanno sicuramente diritto a spendere, ricordando di conservare gli scontrini”.

Invece, dove dovrebbero migliorare le compagnie aeree?

“Chi vola dovrebbe utilizzare valigie standard, che possono essere gestite meglio nella stiva. Tuttavia, ci sono ancora tanti passi da compiere in questo settore. Vi è molta innovazione, ma permangono anche approcci tradizionali”.

Riguardo ai bagagli smarriti, si sono diffuse truffe promettendo di vendere bagagli non reclamati a prezzi stracciati.

“Questi fenomeni non riguardano esclusivamente il settore dei trasporti, si tratta del classico phishing, a cui prestare particolare attenzione. È fondamentale verificare l’indirizzo di provenienza delle email. Sicuramente si tratta di fenomeni riconoscibili, basta prestare un po’ di attenzione. Noi in Enac mettiamo tutti alla prova, a iniziare dal presidente”.

In che modo?

“La nostra unità informatica invia email per vedere se cadiamo nella trappola”.

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