Un’altra sparatoria mortale da parte dell’ICE a Minneapolis: proteste in corso
Sabato pomeriggio, agenti dell’ICE hanno sparato e ucciso un uomo a Minneapolis, Minnesota, in un contesto di crescenti proteste contro l’agenzia federale anti-immigrazione, riporta Attuale. Mentre i dettagli sono ancora frammentari, video verificati mostrano la violenza dell’intervento, con diversi agenti che picchiano l’uomo a terra prima di sentire gli spari. Si tratta di un uomo di 51 anni, secondo le informazioni fornite da Associated Press.
Questo evento segna la seconda fatalità causata dall’ICE a Minneapolis dall’inizio del 2025; all’inizio dell’anno, un agente aveva già sparato e ucciso Renee Nicole Good, una donna di 37 anni, durante una manifestazione contro l’agenzia.
Lo scontro è avvenuto nella zona sud della città, dove circa 300 manifestanti si sono radunati subito dopo l’incidente, bloccando la circolazione stradale e gridando slogan come «vergogna» e «andate a casa». Gli agenti hanno risposto con gas lacrimogeno e spray urticanti per disperdere la folla.
Dall’inizio del secondo mandato di Donald Trump, l’ICE ha intensificato le sue operazioni, fungendo da principale strumento delle politiche anti-immigrazione del presidente. Ciò ha portato a rastrellamenti in molte città governate dai Democratici, dove l’agenzia cerca di arrestare e espellere presunti immigrati irregolari, spesso utilizzando metodi violenti e discriminatori. La pratica della profilazione razziale è diventata una questione di crescente preoccupazione, spingendo molti attivisti e residenti a organizzare proteste contro tali misure repressive, non solo a Minneapolis.
Questo clima ha generato anche una frattura istituzionale tra il governo federale repubblicano e le amministrazioni democratiche di Minneapolis e del Minnesota. Il governatore Tim Walz ha dichiarato su X che il Minnesota «ne ha avuto abbastanza» e ha chiesto insistentemente all’amministrazione Trump di ritirare gli agenti per riportare la calma nella comunità.