Air France e Airbus condannate per omicidio colposo: il disastro del volo Rio-Parigi torna sotto i riflettori
La Corte d’Appello di Parigi ha emesso una sentenza di condanna contro Air France e Airbus per omicidio colposo nell’ambito del processo relativo all’incidente aereo del 2009, in cui un volo da Rio de Janeiro a Parigi si schiantò nell’oceano Atlantico, causando la morte di tutte le 228 persone a bordo. Nel 2023, nel primo grado di giudizio, entrambe le aziende erano state assolte; ora, invece, sono state obbligate a versare una multa di 225mila euro ciascuna, riporta Attuale.
La scatola nera dell’aereo ha fornito elementi essenziali per ricostruire gli eventi del giorno della tragedia, avvenuta l’1 giugno 2009. Durante il volo, l’aereo si trovò a fronteggiare un temporale tipico della zona di convergenza intertropicale, noto per le sue intense precipitazioni. L’arrivo della tempesta causò un guasto ai sensori di velocità, influenzando le informazioni disponibili per i piloti e portando alla disattivazione del sistema di pilota automatico. Ricostruzioni emerse da una relazione del 2012 hanno evidenziato l’insufficiente addestramento dei piloti per affrontare una simile emergenza. L’aereo, con un peso di 205 tonnellate, entrò in stallo e precipitò.
La condanna di Air France si basa sulla sua responsabilità nel non fornire le adeguate istruzioni ai piloti riguardo alla formazione di ghiaccio sui sensori di velocità, affermazione che la compagnia ha sempre contestato. Da parte sua, Airbus è stata ritenuta colpevole di aver sottovalutato i difetti delle sonde e di non aver messo tempestivamente al corrente le compagnie aeree sulle problematiche associate ai modelli difettosi. Anche Airbus ha respinto tutte le accuse e ha annunciato la volontà di fare ricorso in Cassazione.