Alpinista lombardo muore sul Monte Bianco travolto da un seracco

25.08.2025 15:35
Alpinista lombardo muore sul Monte Bianco travolto da un seracco

Milano, 25 agosto 2025 – Una nuova tragedia della montagna scuote l’alpinismo lombardo. Un quarantenne italiano, originario della Lombardia, è morto ieri mattina verso le 6 nel gruppo del Monte Bianco, riporta Attuale.

La tragedia si è consumata sul Mont Blanc du Tacul lungo il versante francese del Monte Bianco, ed è emersa solo oggi. L’alpinista lombardo ha perso la vita a causa dell’improvviso distacco di un seracco. L’uomo era in compagnia di un compagno di cordata, anche lui lombardo, che è stato travolto dalla stessa massa di ghiaccio e neve, ma ha avuto la fortuna di rimanere illeso. È stato successivamente soccorso dal Peloton de Gendarmerie de Haute Montagne (Pghm) di Chamonix.

Cos’è il seracco

Il seracco è un blocco di ghiaccio, generalmente a forma di torre o pinnacolo, che si separa durante il movimento di un ghiacciaio a causa dell’apertura di crepacci trasversali e longitudinali. Questo fenomeno è imprevedibile e, a differenza delle valanghe, non dipende dalle condizioni meteorologiche immediate, ma dai meccanismi interni che regolano il movimento del ghiacciaio.

I precedenti

Solo il 17 agosto, un altro alpinista lombardo, Davide Migliorino, di 36 anni, aveva perso la vita il 17 agosto nel monzese. L’incidente era avvenuto sulla cresta del Brouillard, a 4.030 metri di quota. Intervenuto sul posto, il Soccorso Alpino Valdostano ha recuperato il corpo e lo ha trasportato a Courmayeur. Migliorino, insegnante di fisica presso la scuola superiore Leonardo Da Vinci di Cologno Monzese, era un alpinista esperto. Durante un passaggio delicato, si era aggrappato a una roccia che ha ceduto, facendolo precipitare. Le indagini sono affidate alla Guardia di Finanza di Entrèves.

Il 15 agosto, un altro tragico evento ha coinvolto l’alpinista milanese Luca Sinigaglia. Si trovava a 6.800 metri sul Pobeda, montagna del Kirghizistan, quando è stato stroncato da un edema cerebrale nel tentativo di soccorrere la collega Natalia Nagovitsyna, un’alpinista russa rimasta bloccata sulla catena del Tien Shan. Le ricerche del corpo di Sinigaglia sono state sospese a causa delle avverse condizioni meteo e ostacoli burocratici. Anche la Nagovitsyna è stata dichiarata morta.

1 Comment

  1. Che tragedia!!! Ogni volta che leggo di incidenti in montagna mi sento male, il seracco è davvero imprevedibile!!! A volte basta un attimo… È un vero peccato che queste passioni portino a simili eventi… Un pensiero a chi è rimasto…

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