Approvato il nuovo regolamento UE sui rimpatri dei cittadini di paesi terzi soggiornanti irregolarmente

18.06.2026 00:15
Approvato il nuovo regolamento UE sui rimpatri dei cittadini di paesi terzi soggiornanti irregolarmente

Il Parlamento Europeo approva nuove modifiche alla politica sui rimpatri

BRUXELLES – Il Parlamento Europeo ha definitivamente approvato le modifiche alla politica UE sui rimpatri dei cittadini di paesi terzi che soggiornano irregolarmente nell’Unione. L’accordo, raggiunto tra il PPE e l’estrema destra, è stato approvato con 418 voti a favore, 218 contrari e 30 astensioni. Il regolamento mira a accelerare le procedure di rimpatrio nel rispetto dei diritti fondamentali, incluso il principio di non respingimento e il divieto di espulsioni collettive, mentre cerca di prevenire abusi e movimenti non autorizzati all’interno dell’UE, riporta Attuale.

Secondo le nuove disposizioni, una decisione di rimpatrio emessa dalle autorità nazionali richiederà ai cittadini di paesi terzi in soggiorno irregolare di lasciare immediatamente il territorio dello Stato membro interessato o entro un termine stabilito. I cittadini soggetti a tali decisioni saranno obbligati a cooperare con le autorità; in caso contrario, potranno essere trattenuti sulla base di una valutazione individuale.

Il periodo di trattenimento, disposto da un’autorità amministrativa o giudiziaria, potrà durare fino a 24 mesi, con la possibilità di proroga fino a sei mesi in caso di cambiamento delle circostanze. Qualora il cittadino si sposti in un altro paese UE, potrà essere applicato un nuovo periodo di trattenimento.

Inoltre, gli Stati membri potranno imporre l’obbligo di presentarsi regolarmente alle autorità o di risiedere in un luogo designato. In alternativa al trattenimento, potranno essere previste misure come garanzie finanziarie o monitoraggio elettronico. Le autorità nazionali avranno anche la facoltà di eseguire misure investigative specifiche, come perquisizioni e sequestri, sempre nel rispetto dei diritti fondamentali.

Le modifiche comprendono anche il trasferimento dei migranti destinatari di una decisione di rimpatrio, ad esclusione dei minori non accompagnati, verso “centri di rimpatrio” in paesi terzi che accettano di accoglierli. Tali accordi saranno possibili solo con paesi che rispettano i diritti umani e il diritto internazionale.

Il deputato europeo Malik Azmani ha commentato: “Oggi l’Europa ha dato una risposta concreta. I cittadini si aspettano, giustamente, che chi non ha il diritto di rimanere faccia ritorno nel proprio paese d’origine”.

La Premier italiana, Giorgia Meloni, ha esultato per l’approvazione, considerandola un grande successo per l’Italia: “Questo provvedimento rappresenta un passo storico, che ci consente di rimpatriare velocemente chi non ha titolo a stare nell’Unione europea”. Meloni ha anche sottolineato la necessità di “difendere i confini, ridurre drasticamente gli sbarchi e combattere i trafficanti di esseri umani”.

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