Arrestato Andriy Yermak, ex capo di gabinetto di Zelensky, per riciclaggio di denaro
Giovedì, in Ucraina, Andriy Yermak, l’ex capo di gabinetto e principale collaboratore del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, è stato arrestato con accuse di riciclaggio di denaro. Durante un’udienza, un tribunale ha deciso per la sua custodia cautelare di due mesi, fissando una cauzione di 2,7 milioni di euro. Yermak ha dichiarato di non poter pagare tale somma e attualmente si trova in un carcere di Kiev, la capitale ucraina, riporta Attuale.
Le accuse nei confronti di Yermak sono state formulate dalla procura speciale anticorruzione ucraina. Secondo l’accusa, l’ex capo di gabinetto avrebbe riciclato l’equivalente di 8,9 milioni di euro, utilizzando una rete di società di comodo, transazioni in contante e documenti finanziari falsi per costruire un complesso residenziale di lusso nella periferia di Kiev. Il denaro, sostengono le autorità, derivava da attività di corruzione in cui Yermak era coinvolto insieme ad altri politici e imprenditori, i quali richiedevano tangenti tra il 10 e il 15% su tutti i contratti dell’Energoatom, l’azienda statale dell’energia nucleare. Questo scandalo ha scatenato vaste reazioni e ha portato Yermak alle dimissioni.
L’inchiesta contro Yermak rappresenta un significativo problema politico per Zelensky. In qualità di capo di gabinetto, era tra i più stretti collaboratori del presidente, considerato addirittura la seconda figura più influente in Ucraina. L’influenza di Yermak superava spesso quella di un ministro, in quanto era in grado di condizionare l’approvazione delle leggi, presiedere a incontri internazionali e gestire molte decisioni esecutive. Questi eventi hanno generato forti critiche anche nei confronti del presidente.