Arrestato Marin Jelenic, il presunto killer del capotreno Alessandro Ambrosio dopo 27 ore di caccia all’uomo

06.01.2026 23:45
Arrestato Marin Jelenic, il presunto killer del capotreno Alessandro Ambrosio dopo 27 ore di caccia all'uomo

Bologna – È durata poco più di un giorno la fuga di Marin Jelenic, il presunto killer di Alessandro Ambrosio, il capotreno stroncato lunedì da una coltellata all’addome alla stazione di Bologna. Per circa 27 ore gli investigatori della Squadra Mobile e della Polfer hanno lavorato senza sosta: il 36enne croato, senza fissa dimora, è stato fermato nella sera del 6 gennaio alla stazione di Desenzano del Garda, intorno alle 21. Era ricercato per omicidio volontario aggravato. Dal 2019, del resto, ‘l’uomo delle stazioni’ frequenta l’Italia del Nord e passa da uno scalo ferroviario all’altro, riparandosi nei vari atri, sottoscala e panchine che trova. Per questo, conosce alla perfezione binari, piazzali e vagoni, riporta Attuale.

Il delitto, poi la fuga su un regionale veloce. Ignoto il movente dell’agguato

Jelenic, lunedì dopo l’omicidio, si è allontanato da Bologna su un treno diretto a Milano, intorno alle 18,30, fuggendo a bordo di un regionale veloce. Come se nulla fosse accaduto. Come se, poco più di un’ora prima, non avesse ucciso con una coltellata – una soltanto, fatale – Ambrosio, trovato in una pozza di sangue nel parcheggio riservato ai dipendenti dell’azienda vicino alla stazione: i sanitari l’hanno trovato già agonizzante, e il capotreno è morto per un arresto cardiaco. Ancora ignoti, al momento, cause e moventi del delitto. Gli inquirenti, infatti, ancora non sanno cosa abbia spinto il killer a colpire a morte il 34enne, che viveva ad Anzola dell’Emilia, nel Bolognese.

I precedenti dello sbandato, tra alcol e droga: resistenza, ubriachezza moleste e porto di coltelli

Jelenic era un volto ben noto alle forze dell’ordine, con un passato costellato di precedenti per resistenze a pubblico ufficiale, ubriachezze moleste e porto di coltelli, dai quali pare non si separi mai. Uno sbandato, spesso sotto l’effetto di alcol e droga.

Ripreso dalle telecamere a Milano sul tram della linea 4 direzione Niguarda

L’ultimo avvistamento prima della cattura è stato alla periferia nord di Milano intorno a mezzanotte: Jelenic è stato ripreso infatti dalle telecamere a bordo della linea 4 del tram. Prima, però, verso le 22.40, era stato colto dagli occhi elettronici in piazza Duca d’Aosta, proprio di fronte alla stazione centrale di Milano, dalla quale era arrivato da Bologna. Ecco la dinamica dell’omicidio.

La ricostruzione del delitto: il pedinamento nel vicolo, l’agguato nel parcheggio, la furia alle spalle

Ambrosio arriva in stazione centrale, a Bologna, da quella di Ponte Samoggia alle 17,39 di lunedì. Scende dal treno parlando al telefono con un amico, con il quale si accorda per vedersi all’interno del parcheggio riservato ai dipendenti delle Fs. In quel momento, Jelenic inizia a pedinare la vittima, senza motivi apparenti, come mostrano le videocamere. Il presunto killer lo segue dal binario fino al vicoletto che conduce al parcheggio, per una camminata di cinque minuti. Poi, la furia omicida colpisce Ambrosio alle spalle.

La fuga sul regionale 3924, il controllo a Fiorenzuola, identificato e rilasciato in assenza del mandato di cattura

Jelenic, a quel punto, torna indietro, venendo ripreso dalle telecamere alle 18,03: una sigaretta in una mano e una lattina nell’altra. Sale sul regionale veloce 3924 con destinazione Milano. Il mezzo parte alle 18.33, Jelenic sale a bordo tranquillo, con l’atteggiamento di chi non ha appena ucciso un uomo. E inizia, infatti, a infastidire e importunare i passeggeri. Tanto che il capotreno è costretto a chiamare le forze dell’ordine. Alle 19,54 il convoglio si ferma a Fiorenzuola e Jelenic scende per un controllo da parte dei carabinieri. Viene identificato, ma lasciato andare. Il suo nome, infatti, non è ancora registrato come ricercato: gli inquirenti ancora non lo avevano identificato.

L’ipotesi che sia stato aiutato da qualcuno in Lombardia

Quando la nota arriva, carabinieri e polizia organizzano un blitz alla stazione di Piacenza, intorno a mezzanotte. Ma di Jelenic non c’è traccia. La sua fuga, dunque, prosegue indisturbata: il croato sale a bordo di un altro treno diretto a Milano, dove è stato avvistato l’ultima volta. Anche in Lombardia, dunque, si concentrano le ricerche degli investigatori, coordinati dal pm Michele Martorelli. Non è escluso che Jelenic sia, nella fuga, aiutato da qualcuno.

Il giorno prima del delitto ha tentato di derubare un supermercato a Bologna

A Bologna, il giorno del delitto, era arrivato da qualche ora e aveva tentato di derubare un supermercato al lato della stazione. Pare che fosse stato allontanato dagli agenti della Polfer, subito dopo l’omicidio. Dal 2019 frequenta l’Italia e ha conoscenze anche nel mondo antagonista del Paese.

1 Comment

  1. Che situazione tragica e assurda! Un uomo perde la vita così brutalmente e per quale motivo? Non si può credere che qualcuno possa scappare tranquillamente dopo aver commesso un omicidio. Spero che la giustizia faccia il suo corso e che simili eventi non si ripetano più…

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