Arrestato un giornalista e una professoressa in caso di abuso su minori a Treviso

16.03.2026 16:05
Arrestato un giornalista e una professoressa in caso di abuso su minori a Treviso

Roma, 16 marzo 2026 – “Oggi mi è venuto un flash troppo perverso pensando a te che fai la baby sitter ai tuoi Avengers”. Questa frase, estratta dalle chat di un giornalista 48enne, arrestato dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, sottolinea la gravità della situazione. La destinataria del messaggio è la compagna dell’uomo, professoressa di liceo 52enne di Treviso, anch’essa coinvolta nel caso per violenza sessuale nei confronti di minori, pornografia minorile, detenzione e accesso a materiale pornografico. Gli “Avengers”, in questo contesto, si riferiscono ai nipotini della donna, di 5 e 8 anni, figli del fratello residente a Treviso e occasionalmente affidati a lei, riporta Attuale.

L’ombra delle chat straniere

Le dichiarazioni rivelano un quadro torbido e complesso. L’inchiesta potrebbe espandere i suoi confini al di fuori dell’Italia, poiché dall’analisi dei dispositivi dell’uomo sono emersi elementi che suggeriscono contatti con soggetti stranieri. Il giornalista 48enne partecipava a canali di messaggistica Telegram per scambiare materiale pedopornografico.

L’indagine

Il fascicolo che coinvolge il giornalista e la professoressa potrebbe essere trasferito alla procura di Venezia, competente per reati distrettuali. Secondo gli inquirenti, l’invio di foto della figlia minore della donna al 48enne si sarebbe verificato a Treviso, dove la donna vive e insegna.

Le indagini sono state avviate a seguito di una denuncia presentata dall’ex compagno della donna, dopo che la figlia aveva segnalato di aver trovato sul pc della madre uno scambio di materiale pedopornografico con un uomo, il giornalista 48enne, ex vicedirettore di un telegiornale e con un ruolo di alto livello nella comunicazione di una società pubblica.

In particolare, come riportato dal padre, la figlia, ascoltata in audizione protetta, aveva visto nel computer della madre una chat in cui venivano scambiate foto e messaggi a sfondo sessuale ritrattanti minori, compresi lei e i suoi due cugini. La denuncia ha trovato conferma in testimonianze e nel materiale informatico, tra cellulari, pc e tablet sequestrati durante la perquisizione, su cui proseguono le analisi dei carabinieri.

L’interrogatorio di garanzia

Il gip ha rilevato il rischio di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio, motivando la detenzione in carcere per entrambi. L’uomo è attualmente detenuto a Rebibbia, mentre la donna si trova reclusa a Venezia. Nelle prossime ore, il gip di Roma fisserà l’interrogatorio di garanzia per i due indagati.

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