Arresto di Youssef Siher per istigazione al terrorismo: nessun legame con hacker filorussi

26.10.2026 15:55
Arresto di Youssef Siher per istigazione al terrorismo: nessun legame con hacker filorussi

Convalida del fermo per Youssef Siher, la mente del ‘Movimento 17 ottobre’

Milano, 26 ottobre 2026 – È attesa per domani la convalida del fermo di Youssef Siher, il ricercatore 30enne di origini marocchine, fermato per essere stato identificato come la mente dietro il canale social ‘Movimento 17 ottobre‘, emerso dopo la violenza che ha colpito il centro di Milano per due giorni. La procura di Milano ha richiesto l’arresto per motivi cautelari, evidenziando il “pericolo di fuga e la reiterazione del reato”, riporta Attuale.

Siher, conosciuto nei collettivi giovanili del Bresciano, dove vive con la moglie Sagia Hammoud, 32 anni di origini libanesi, è stato arrestato sabato sera con accuse di istigazione a delinquere, aggravata dalla finalità di terrorismo e violenza organizzata durante manifestazioni pubbliche. I pubblici ministeri sostengono che il ricercatore possieda competenze informatiche tali da poter “sviluppare una strategia rivoluzionaria“.

Nel corso delle indagini, la polizia postale ha esaminato una chat di WhatsApp rinvenuta nel computer di Siher, oltre ai messaggi generati in parte con intelligenza artificiale relativi ai luoghi di raduno. Finora, però, non sono emerse prove di legami con gli hacker filorussi del gruppo Noname.

Ulteriori dettagli rivelano che la chat WhatsApp che Siher utilizzava per i canali social del ‘Movimento 17 ottobre’ è al centro delle indagini. Si sta indagando anche sui contatti che il ricercatore avrebbe avuto prima del suo arresto, avvenuto il 24 ottobre, quando la polizia ha eseguito perquisizioni informatiche.

Il notebook sequestrato, non protetto da password, ha rivelato che il 30enne utilizzava “WhatsappWeb” con un account denominato Youssef Siher, dove si trovavano messaggi di terzi in cerca di informazioni sulla manifestazione del 24 ottobre.

Attualmente, non ci sono prove concrete della connessione tra Siher e il gruppo Noname. Gli inquirenti hanno trovato nel suo computer messaggi riguardanti “indicazioni delle piazze in cui concentrarsi”, programmati per l’invio ma mai inviati a causa delle perquisizioni in corso.

Domani, Siher si sottoporrà a un interrogatorio di garanzia davanti al giudice Tiziana Landoni, che dovrà decidere sulla convalida del fermo e sull’applicazione di misure cautelari richieste dalla pm Francesca Crupi, coordinatrice delle indagini.

La tesi alla base della richiesta di arresto si fonda sulla convinzione dei pubblici ministeri che il 30enne sia in grado di orientarsi brillantemente nel mondo dei social, con strumenti informatici avanzati per “sviluppare una strategia rivoluzionaria“.

Recentemente, un video del giornalista Italo Bocchino dedicato a Siher è stato bloccato sulla piattaforma X da Elon Musk per presunta violazione delle regole sui “discorsi violenti”. Bocchino, che ha annunciato la volontà di presentare ricorso, ha criticato aspramente la decisione, indicando che è più facile bloccare i suoi profili che quelli del 17 ottobre, che continuano ad operare su Instagram.

Nel suo messaggio, Bocchino si rivolge direttamente a Siher, sottolineando le opportunità ricevute dall’Italia e accusandolo di “istigare odio contro la nostra nazione”. L’accusa, secondo il giornalista, è di aver ricevuto grande supporto dalla società italiana e di non averlo rispettato. Le sue dichiarazioni suscitano interrogativi sulle libertà di espressione e i limiti nell’era dei social media.

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