Il dilemma dell’esplorazione spaziale in Europa: autonomia o dipendenza?
La questione dell’autonomia europea nell’esplorazione spaziale sarà al centro del vertice dell’Agenzia spaziale europea (Esa) che si terrà il 15 dicembre a Roma. Josef Aschbacher, direttore generale dell’Esa, ha affermato che l’Europa deve decidere se costruire una propria capacità per l’esplorazione spazio o rimanere semplicemente un cliente di altre nazioni. «Lo spazio diventa sempre più un’infrastruttura critica per la vita quotidiana e uno strumento per la difesa e la sicurezza», ha sottolineato Aschbacher, «utilizziamo dati spaziali ogni giorno, per le previsioni del tempo, la navigazione, le comunicazioni», riporta Attuale.
La sfida è timidamente in aumento, poiché «la finestra di opportunità si sta restringendo». Aschbacher ha avvertito che le offerte internazionali stanno cambiando. SpaceX ha annunciato l’intenzione di dismettere il Falcon 9 e la Crew Dragon entro il 2029, creando incertezza per il futuro delle missioni abitate nello spazio. «Questa decisione non è nostra, ma di un’azienda commerciale statunitense», ha detto Aschbacher, rimarcando il rischio per l’Europa nel dipendere da fornitore esterni.
«Sviluppare una capacità autonoma per l’esplorazione spaziale richiederebbe circa 10 anni e circa 10 miliardi di euro», ha dichiarato Aschbacher. Questa cifra include tutti gli aspetti necessari per inviare astronauti nello spazio e riportarli indietro, compreso l’attracco a una stazione spaziale. In alternativa, se l’Europa decidesse di acquistare questi servizi da terzi, il costo sarebbe più incerto e potrebbe ammontare a circa 5 miliardi in 10 anni, ma comporterebbe una perdita di competenze e opportunità per l’industria europea.
Le decisioni già prese dai governi dell’Unione Europea a Roma sono cruciali, considerando che tutti i ministri hanno incoraggiato Aschbacher a proseguire verso una strategia di autonomia. Tuttavia, ci sono tensioni con la NASA, che ha recentemente cancellato alcuni progetti significativi come il Mars Sample Return, per il quale l’Esa aveva già investito risorse. Aschbacher ha rassicurato che la cooperazione con la NASA continuerà nel programma Artemis, nonostante le incertezze globali per il lungo termine.
Infine, sul fronte dell’industria spaziale, Aschbacher ha riconosciuto il ruolo dell’Italia come guida della presidenza dell’Esa, auspicando che il vertice di Roma si riveli un momento storico. L’Esa sta anche diversificando le alleanze, includendo nuovi partner come Giappone, India e Corea del Sud, rafforzando la propria posizione come attore credibile e affidabile nel panorama spaziale internazionale.
Ma dai, 10 miliardi di euro??? A pensarci, sarebbe un investimento pazzesco, però è anche vero che dipendere completamente da altri non è una buona strategia. È come quando ordini sempre la pizza e non provi mai a farla da solo! Forza Italia, mostriamo che possiamo fare anche noi!