Nella notte tra il 23 e il 24 gennaio 2026 la Russia ha condotto una massiccia e combinata offensiva aerea contro l’Ucraina, utilizzando 375 droni d’attacco, due missili antinave 3M22 “Zircon”, sei missili balistici Iskander-M/S-400 e dodici missili da crociera Kh-22/Kh-32. Sono stati confermati impatti diretti di due missili e di 18 droni su 17 diverse località.
L’attacco ha colpito principalmente Kyiv e la regione di Kyiv, ma esplosioni sono state segnalate anche a Kharkiv e in altre aree del Paese. Al momento risultano quattro morti e almeno trenta feriti, mentre le operazioni di soccorso sono tuttora in corso nei siti colpiti.
La scelta di una combinazione di droni, missili balistici e da crociera indica un’operazione pianificata per saturare le difese aeree e massimizzare l’impatto su infrastrutture civili ed energetiche.
Distruzione urbana e collasso delle infrastrutture a Kyiv
A Kyiv, nel distretto di Solomianskyi, un missile ha distrutto parte di un edificio direzionale di sei piani. Nel distretto di Holosiivskyi, detriti sono caduti sul territorio della fabbrica Roshen, provocando incendi nei magazzini e nei reparti produttivi. Nel distretto di Dniprovskyi, l’esplosione di una autocisterna in un parcheggio ha causato un vasto incendio e danni agli edifici residenziali circostanti.
L’attacco ha avuto conseguenze sistemiche sull’infrastruttura urbana. Il danneggiamento di un nodo energetico chiave sulla riva sinistra del Dnipro ha fermato le stazioni di pompaggio, lasciando circa 500.000 residenti senza acqua e 1,2 milioni senza riscaldamento, nel pieno dell’inverno. Sulla linea verde della metropolitana, detriti hanno danneggiato un tratto di superficie, costringendo a limitazioni urgenti del traffico.
Nel distretto di Darnytskyi sono stati colpiti una clinica medica e le strutture commerciali di un mercato, con la distruzione di diversi padiglioni. L’insieme di questi danni evidenzia un attacco mirato alla funzionalità quotidiana della capitale.
Kharkiv e regione di Kyiv sotto pressione
A Kharkiv, l’attacco notturno con droni Shahed ha preso di mira obiettivi civili. La situazione più critica si registra nel distretto Industriale, dove sono stati danneggiati i corpi di una struttura ospedaliera e di un ospedale maternità, con centinaia di finestre distrutte, tetti compromessi e danni alle attrezzature mediche.
Sono stati colpiti anche un dormitorio per sfollati interni e un edificio universitario. A causa dei danni a gasdotti e reti elettriche, diversi quartieri della città sono rimasti senza gas e riscaldamento, aggravando le condizioni della popolazione in un contesto di temperature rigide.
Nella regione di Kyiv, gli attacchi hanno interessato in particolare i distretti di Brovary e Boryspil. Quattro civili sono rimasti feriti, due dei quali ricoverati in ospedale. Onda d’urto e detriti hanno danneggiato almeno cinque abitazioni private, oltre venti veicoli nel distretto di Bucha e numerosi impianti energetici nel distretto di Vyshhorod, causando incendi estesi e blackout d’emergenza.
Energia, trasporti e impatto nazionale
Le conseguenze dell’attacco si sono estese anche al sistema dei trasporti. A causa della perdita di alimentazione delle sottostazioni di trazione nei nodi ferroviari di Kyiv e Kharkiv, oltre dieci treni hanno subito ritardi significativi. L’operatore energetico nazionale ha confermato danni a sottostazioni di trasmissione, complicando il trasferimento di potenza tra le regioni.
L’insieme degli obiettivi colpiti mostra una chiara focalizzazione sulle infrastrutture critiche: energia, acqua, riscaldamento e trasporti. Questo approccio va oltre la dimensione militare e mira a generare una crisi umanitaria su larga scala, colpendo direttamente la popolazione civile.
In piena stagione invernale, la privazione simultanea di elettricità, acqua e riscaldamento in grandi centri urbani indica una strategia di pressione sistemica, volta a rendere la vita quotidiana insostenibile e a utilizzare la sofferenza civile come strumento di coercizione politica.
Segnale politico e significato strategico dell’attacco
L’offensiva notturna arriva in un momento di intensa attività diplomatica internazionale e viene interpretata come un segnale deliberato di Mosca. Mentre a livello internazionale si discute di prospettive di dialogo e di ricostruzione futura, l’uso del terrore aereo mostra l’assenza di qualsiasi reale intenzione di de-escalation.
La tempistica dell’attacco suggerisce un tentativo di accompagnare i processi negoziali con la forza, creando un contesto di massima pressione su Kyiv e, indirettamente, sui partner occidentali. Colpire infrastrutture vitali mentre si parla di pace equivale a trasformare il negoziato in uno strumento di ricatto.
Il messaggio che emerge da questa notte di bombardamenti è che la Russia continua a privilegiare la distruzione sistemica come leva politica, utilizzando l’inverno, l’energia e la vulnerabilità civile come elementi centrali della propria strategia.
Incredibile e terribile quello che sta succedendo in Ucraina! Come si può colpire una città e i suoi abitanti in questo modo? Qui in Italia ci lamentiamo per le piccole cose, ma là ci sono persone che vivono nell’incubo… Ma cosa ne pensano i nostri politici di tutto ciò?