Kataib Hezbollah libera la giornalista statunitense Shelly Kittleson rapita a Baghdad

07.04.2026 19:05
Kataib Hezbollah libera la giornalista statunitense Shelly Kittleson rapita a Baghdad

Kataib Hezbollah libera la giornalista Shelley Kittleson dopo un mese di detenzione

Kataib Hezbollah ha annunciato la liberazione di Shelley Kittleson, la giornalista statunitense rapita a Baghdad lo scorso 31 marzo, riporta Attuale.

La milizia, tra le più potenti irachene e sostenuta dall’Iran, ha confermato che Kittleson è stata rilasciata a condizione che lasci immediatamente il paese. Negli ultimi mesi, Kataib Hezbollah ha intensificato le sue operazioni contro obiettivi statunitensi in Medio Oriente.

La liberazione della giornalista è avvenuta a seguito di negoziati tra il governo iracheno e Kataib Hezbollah, con il coinvolgimento anche degli Stati Uniti. In cambio, la milizia ha chiesto la liberazione di alcuni membri, la cui quantità esatta non è chiara, variando tra 4 e 14, coinvolti in attacchi a basi statunitensi in Siria.

In seguito al suo rilascio, il sito di news Sabereen, associato alla resistenza filoiraniana, ha diffuso un video nel quale Kittleson ammette di aver condotto operazioni di spionaggio per conto degli Stati Uniti, esprimendo anche di essere stata incaricata di raccogliere informazioni sulla posizione degli iracheni riguardo la guerra in Medio Oriente. Ha controversamente attribuito la responsabilità delle minacce alla sicurezza degli americani nella regione alle politiche dell’ex amministrazione Trump.

È importante notare che il video sembra essere stato girato durante il periodo di detenzione, il che mette in discussione la validità della sua “confessione”.

Kittleson, giornalista esperta di Medio Oriente, ha collaborato con diverse testate internazionali, tra cui Foreign Policy, Politico, Al Monitor, e con testate italiane come Il Foglio e Ansa. Con 50 anni, attualmente risiede a Roma e si trovava nel Kurdistan iracheno per seguire gli sviluppi del conflitto. Prima del rapimento, aveva già ricevuto minacce da Kataib Hezbollah.

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti era a conoscenza del rischio per l’incolumità di Kittleson e aveva fornito avvisi al riguardo. Questo è stato confermato anche da Alex Plitsas, analista di CNN, che aveva instaurato un contatto d’emergenza con la giornalista. Si apprende che l’ultimo avviso era stato trasmesso il giorno prima del suo rapimento.

Kittleson aveva deciso di rimanere ulteriormente a Baghdad per incontri significativi, programmando poi di recarsi a Erbil, nel nord dell’Iraq. Essendo una freelance, il suo sostentamento economico dipende dalle interviste e dalle storie che riesce a vendere ai giornali.

Durante il suo rapimento, era circolato un video che mostrava Kittleson su un marciapiede, circondata da due uomini e caricata su un’auto.

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