Nonostante i tagli di spesa imposti dal governo, aumenta la spesa ordinaria della presidenza del Consiglio dei ministri italiana. La voce più peculiare riguarda le spese per il contrasto alla scarsità idrica, che nel bilancio della presidenza, pubblicato a metà gennaio, segna 252.352 euro per il 2025, con una previsione di 252.353 euro per il 2026, solo un euro in più, riporta Attuale.
Il misterioso incremento di un euro per la struttura di missione solleva interrogativi su chi beneficerà di questo importo. Nicola Dell’Acqua, commissario per l’emergenza idrica, in carica fino al 31 dicembre 2025, è stato recentemente nominato alla guida di Arera e non ha ancora avuto un successore designato nel ruolo di commissario per l’emergenza idrica. Nonostante ciò, il suo nome rimane sul sito ufficiale del commissariato, insieme all’importo aggiuntivo a lui destinato.
Il bilancio di Palazzo Chigi: 5,7 miliardi di euro con un aumento di 331,7 milioni rispetto al 2025
Il bilancio della presidenza del Consiglio ammonta a circa 5,7 miliardi di euro, un incremento di 331,7 milioni rispetto all’anno precedente, principalmente dovuto a maggiori investimenti disposti dalla legge di bilancio. Tra i fondi aumentano di 19 milioni quelli per Casa Italia e di 17,5 milioni per le pari opportunità, mentre altre voci di spesa includono 63,5 milioni per le politiche familiari, 47,2 milioni per le politiche giovanili e 39,3 milioni per la Protezione civile. Tuttavia, ci sono stati anche tagli significativi a diversi ministeri, con un decremento di 3,8 milioni per la funzione pubblica e quasi 30 milioni per le politiche spaziali.
Aumento delle spese voluttuarie nonostante la spending review
Il segretariato generale di Palazzo Chigi, che gestisce le esigenze dei ministri, riceverà nel 2026 uno stanziamento di 734,4 milioni di euro, in aumento rispetto ai 571,073 milioni del 2025. Di questi, 109 milioni sono destinati a interventi derivanti dalla legge di bilancio, e si registra un aumento di 21,7 milioni per le spese di funzionamento, nonostante il taglio del 5% imposto dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.
Inflazione e costi crescenti: il governo sente la pressione
Il costo della struttura di vertice della presidenza del Consiglio aumenta notevolmente, passando da 476.491 a 610.881 euro, principalmente a causa dell’incremento del numero dei vicesegretari generali, che è passato da 3 a 4. Anche le spese per utenze e altri servizi aumentano, raggiungendo 8 milioni di euro, mentre i costi per carburante e pedaggi autostradali delle auto blu aumentano da 135.000 a 175.000 euro. Allo stesso modo, cresce leggermente la spesa per le pulizie del palazzo e la derattizzazione.
Nonostante le critiche nei confronti dei media, Giorgia Meloni continua ad investire nella stampa: la spesa per l’acquisto di giornali e abbonamenti online è aumentata di 15.000 euro, passando da 90.000 a 105.000 euro, segnando un incremento del 61,53% rispetto a due anni fa.
Spesa per beni di consumo: un aumento inaspettato
La spesa per l’«acquisto di beni di consumo e servizi strumentali al funzionamento degli uffici» ha visto un’impennata da 1,450 a 2,7 milioni di euro, con un aumento di 1,250 milioni. Questa voce di spesa non è stata adeguatamente giustificata e si contraddice con i previsti tagli della spending review. Comprende una vasta gamma di beni, dalle derrate alimentari per i frigo bar agli arredi per gli uffici. Anche se i costi alimentari sono aumentati significativamente, la crescita così marcata della spesa resta difficile da spiegare. Infine, cresce anche la spesa per i buoni pasto del personale, che sale da 4,5 a 5 milioni di euro, contribuendo così a rafforzare il noto detto secondo cui a Palazzo «è tutto un magna-magna».