Bannon: «I raid di Trump sono chirurgici, lui ha imparato la lezione dell’Iraq»

13.01.2026 22:45
Bannon: «I raid di Trump sono chirurgici, lui ha imparato la lezione dell’Iraq»

Donald Trump e la Strategia di Difesa Emisferica: Intervista a Steve Bannon

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
NEW YORK – Donald Trump sta mandando in frantumi l’ordine internazionale postbellico perché va contro l’approccio “America First”, dichiara Steve Bannon. Nonostante le critiche di Marjorie Taylor Greene all’intervento in Venezuela, Bannon sostiene che Trump ha mantenuto fermo il principio di difesa dell’emisfero occidentale come essenziale per la sicurezza degli Stati Uniti. L’ex stratega del presidente ribadisce la preferenza per sanzioni e guerriglia economica rispetto a interventi diretti, ma avverte che le operazioni americane, sebbene chirurgiche, devono essere gestite con cautela e che Trump ha «imparato la lezione dell’Iraq», riporta Attuale.

Bannon ha elogiato l’operazione degli Stati Uniti a Caracas, pur riconoscendo che comporta «alti rischi» per le conseguenze future. «Il Venezuela deve essere visto nel contesto della difesa dell’emisfero occidentale. Groenlandia, Canada, Artico e Canale di Panama entreranno in gioco», afferma, sottolineando l’importanza strategica di tali aree per la sicurezza regionale.

Quando gli viene chiesto se Groenlandia e Canada siano equiparabili al Venezuela, Bannon risponde affermativamente, sottolineando l’azione recente nei confronti dell’Argentina nel contesto di sicurezza economica e politica. Sottolinea che, nonostante la sua mancata approvazione per gli interventi di cambio di regime, le sanzioni stanno avendo un effetto sull’economia iraniana, che arriverà a un punto di rottura interna. «Come in Venezuela, il popolo dovrà rovesciare i regimi oppressivi», sostiene.

Per quanto riguarda le tensioni nell’Artico, Bannon afferma che è l’area di maggior vulnerabilità per il Canada, avvertendo che il paese potrebbe diventare “la prossima Ucraina” senza un supporto strategico degli Stati Uniti. Aggiunge che il presidente Trump ha tentato di affrontare la questione con i canadesi, sottolineando l’importanza di una difesa unificata dall’Artico all’America del Sud.

Discutendo del recente intervento militare statunitense in Venezuela, Bannon sottolinea che si è trattato di un raid chirurgico. «Trump ha imparato le lezioni dell’Iraq. Non ci sarà un coinvolgimento prolungato», afferma, segnalando la dimensione delle forze di spedizione come strategia per affrontare debolezze esterne senza un’occupazione prolungata. Riguardo alla situazione in Iran, ribadisce che le sanzioni dovrebbero produrre risultati nel lungo termine.

Per quanto riguarda le posizioni interne al partito, afferma che le critiche di Greene sono marginali rispetto alla visione di Trump per la difesa emisferica e il ruolo proattivo degli Stati Uniti nel prevenire crisi simili a quella ucraina. Bannon infine esprime la sua determinazione a sostenere Trump nel 2026, evidenziando l’importanza del controllo legislativo in vista delle prossime elezioni, in particolare riguardo a possibili attacchi politici da parte dei democratici. «Il 3 marzo in Texas ci sarà un referendum per vietare la sharia, un passo cruciale per galvanizzare il supporto elettorale», conclude.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere