Roma, 10 marzo 2026 – Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha commentato le dichiarazioni discutibili della capo di gabinetto del ministro della Giustizia, sottolineando l’importanza dell’esame del merito della riforma in vista del prossimo referendum, riporta Attuale.
Mantovano ha definito infelice la frase di Giusi Bartolozzi, che ha paragonato la magistratura a “plotoni di esecuzione”. In sua difesa, il sottosegretario ha insistito che la riforma non solo mira a ridurre l’influenza delle correnti interne alla magistratura, ma anche a limitare il peso della politica su di essa, in risposta alle affermazioni del leader del M5s, Giuseppe Conte.
“La riforma punta a depotenziare sia il peso delle correnti all’interno della magistratura, sia il peso stesso della politica”, ha affermato Mantovano. Ha rivolto particolare attenzione alle paure espresse da Conte riguardo al controllo governativo sui pubblici ministeri in caso di separazione delle carriere.
Secondo Mantovano, “si va nella direzione esattamente opposta al controllo”. Ha sottolineato che oggi la giustizia disciplinare viene esercitata da una sezione del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm), composta da un terzo di membri laici, eletti dal Parlamento, e due terzi di magistrati. Se la riforma dovesse passare, il numero di membri estratti dalla lista del Parlamento scenderebbe a un quinto, dimostrando quindi una riduzione dell’influenza politica.
La bufera dopo le parole di Bartolozzi
Le dichiarazioni di Bartolozzi hanno suscitato una forte reazione da parte della maggioranza. “Finché la giustizia non ti marchia tu non lo capisci”, ha detto in un dibattito su TeleColor, invitando i cittadini a votare sì e accusando la magistratura di essere “plotoni di esecuzione”. Questa affermazione non è stata ben accetta all’interno del governo, con diversi membri che chiedono le dimissioni immediate della Bartolozzi.
I leader di Avs, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, hanno dichiarato che se la capo di gabinetto non si dimetterà, sarà responsabilità del ministro Nordio intervenire. Il dibattito si è intensificato dopo un video della premier Giorgia Meloni, che ha invitato a votare per una riforma che considera fondamentale e ha respinto l’idea di dimettersi in caso di vittoria del No.
Meloni ha criticato il clima di confusione e le informazioni distorte riguardanti la riforma, mentre Giuseppe Conte, leader del M5s, ha sarcasticamente commentato il video di Meloni, affermando che “ha speso 13 minuti per mascherare ciò che Bartolozzi ha ammesso in pochi secondi”.