Ben-Gvir sulla Spianata delle Moschee, l’Onu: «Solo il 10% del cibo per i civili»

03.08.2025 22:55
Ben-Gvir sulla Spianata delle Moschee, l'Onu: «Solo il 10% del cibo per i civili»

Hebron (Cisgiordania) – A settembre si celebrerà il 25esimo anniversario della celebre «passeggiata di Ariel Sharon» sulla Spianata delle Moschee. Sharon, un generale espulso dall’esercito israeliano per crimini di guerra e indagato dal Tribunale penale internazionale, fece irruzione nella zona con mille uomini armati, rivendicando diritti su Gerusalemme che il diritto internazionale negava. Questa «passeggiata» portò all’innesco della seconda Intifada e all’escalation del terrorismo palestinese, riporta Attuale.

Nuova provocazione

Ieri, il ministro israeliano di estrema destra, Itamar Ben-Gvir, ha ripetuto un gesto provocatorio. Mentre Sharon non aveva motivazioni religiose, Ben-Gvir ha pregato ad alta voce. Questo non è un atto ufficiale del governo, ma rappresenta un cambiamento nei confini della convivenza. Il primo ministro Netanyahu ha affermato che «la politica israeliana mira a mantenere lo status quo sul Monte del Tempio», ma il ministro della Difesa Katz ha comunicato che «chi odia Israele può protestare, ma noi rafforzeremo la nostra presenza a Gerusalemme e sul Monte del Tempio per sempre».

Come 25 anni fa

La risposta palestinese venticinque anni fa fu durissima, spingendo gli israeliani a optare per una linea dura e a nominare premier l’ex generale Sharon. Da quelle tensioni nacque Hamas, mentre gli eventi si sono sviluppati fino alla violenza del 7 ottobre 2023 e alla devastante reazione militare israeliana. Sharon mirava a rafforzare la sovranità israeliana su Gerusalemme, obiettivo in parte raggiunto attraverso le colonie. Gli estremisti come Ben-Gvir, tuttavia, vogliono di più: «conquistare Gaza e incentivare l’emigrazione volontaria».

La risposta dei «custodi» giordani

I palestinesi attuali non hanno voce per opporsi; sebbene in passato abbiano scelto il terrorismo, ora sembrano inerti. Anche i paesi arabi vicini non stanno intervenendo. La Giordania ha dichiarato che la preghiera di Ben-Gvir è una «flagrante violazione del diritto internazionale, una provocazione inaccettabile e un’escalation da condannare». Tuttavia, questo messaggio è stato trasmesso da un portavoce del ministero degli Esteri e non direttamente dal re Abdallah, che è il custode delle moschee sulla Spianata. Attualmente, Israele non si confronta con avversari significativi e dunque può agire liberamente.

Netanyahu: la carestia è «una menzogna di Hamas»

Ieri l’Onu ha stimato che un milione di donne e ragazze a Gaza rischiano di morire di fame, ma gli aiuti continuano a non arrivare. Secondo le Nazioni Unite, dopo la riapertura delle forniture da parte di Israele, solo il 10% degli aiuti raggiunge davvero i destinatari. Netanyahu, invece, sostiene che la carestia a Gaza sia «una menzogna di Hamas», richiedendo alla Croce Rossa di fornire aiuti agli ostaggi. «Hamas sta affamando gli israeliani come i nazisti» ha dichiarato. Il gruppo fondamentalista ha risposto: «Non vogliamo affamare i prigionieri; mangiano ciò che consuma la popolazione e siamo disposti a collaborare con la Croce Rossa, ma solo quando Israele aprirà i corridoi umanitari in tutta la Striscia».

Macron sui video: «Crudeltà abietta»

Video diffusi da Hamas e dalla Jihad Islamica mostrano due prigionieri israeliani ridotti a «scheletri viventi» che chiedono cibo. La famiglia di Rom Braslavski ha anche autorizzato la pubblicazione di clip strazianti. Il presidente francese Emmanuel Macron ha denunciato la «crudeltà abietta di Hamas», mentre il cancelliere tedesco Friedrich Merz, sconvolto, ha esortato Israele a non rispondere con cinismo e a continuare a fornire aiuti umanitari.

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