Bianchi (Avis): l’Italia deve raggiungere l’autosufficienza nel plasma per garantire la salute pubblica

14.06.2026 06:25
Bianchi (Avis): l'Italia deve raggiungere l'autosufficienza nel plasma per garantire la salute pubblica

Giornata del donatore di sangue: l’Appello di Avis per l’autosufficienza del plasma in Italia

“Oggi più che mai è necessario difendere il dono”. Questa è l’esortazione di Oscar Bianchi, presidente nazionale Avis, in occasione della Giornata del donatore di sangue, celebrata oggi in tutto il mondo. In un’epoca segnata, come afferma lui, “dai tentativi di sfruttamento commerciale del dono”, l’importanza della donazione volontaria in Italia viene sottolineata rispetto alla realtà di altri paesi, come gli Stati Uniti, dove il plasma è pagato. Questo giorno internazionale rappresenta quindi un’opportunità per “fermarci a riflettere sul valore della donazione volontaria e sul suo essere risorsa preziosa per il Ssn”, riporta Attuale.

Bianchi chiarisce che Avis contribuisce al 76% del fabbisogno trasfusionale italiano, garantendo l’autosufficienza di sangue nel Paese. Tuttavia, avverte che “la disponibilità di sangue, quando ce n’è bisogno, non è mai scontata”. Nonostante i progressi scientifici e tecnologici, la riproduzione artificiale di sangue e plasma rimane impossibile. “Oggi la priorità è investire nell’autosufficienza nazionale di plasma”.

Ma perché è cruciale raggiungere l’autosufficienza sul plasma? “Il plasma è fondamentale per la produzione dei farmaci plasmaderivati, utilizzati nel trattamento di immunodeficienze e malattie rare del sistema immunitario, disturbi gravi della coagulazione come l’emofilia, malattie neurologiche e autoimmuni, nonché per il trattamento di pazienti con gravi ustioni”, spiega Bianchi, ricordando l’emergenza creatasi dopo l’incendio di Crans-Montana.

Attualmente, l’Italia riesce a coprire la mancanza di plasma principalmente grazie all’importazione di farmaci plasmaderivati dagli Stati Uniti, un gap che costa al sistema sanitario italiano 300 milioni di euro all’anno. Bianchi chiede quindi al governo di investire nella capacità produttiva del plasma.

Cosa implica questo investimento? “Significa potenziare la filiera nazionale della donazione”, afferma, “ampliando le infrastrutture necessarie per la separazione degli emocomponenti e sostenendo gli operatori sanitari per garantire una diffusione capillare dei servizi trasfusionali”.

Oltre a ciò, Avis richiede al governo di “aiutare a diffondere la cultura del dono”: secondo Bianchi, “dietro ogni trasfusione c’è una cultura, uno stile di vita, una forma di cittadinanza attiva che consiste nel farsi carico della salute degli altri”. Ribadisce infine: “Donare sangue non è un business. È il più alto esempio di solidarietà civile”.

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