Bongiorno modifica ddl stupri: pene più severe fino a 13 anni, approvato il testo dalla Commissione Giustizia del Senato

27.01.2026 16:15
Bongiorno modifica ddl stupri: pene più severe fino a 13 anni, approvato il testo dalla Commissione Giustizia del Senato

Roma, 27 gennaio 2026 – La commissione Giustizia del Senato ha adottato come testo base il testo unificato predisposto dalla presidente Giulia Bongiorno (Lega) che modifica quello approvato in maniera bipartisan dalla Camera togliendo il riferimento al consenso. I voti a favore sono stati 12 (ha votato anche Bongiorno) e 10 i contrari, riporta Attuale.

La nuova versione del ddl stupri presentata da Bongiorno prevede un aumento di pena per il reato di violenza sessuale. La prima versione della proposta di riformulazione dell’articolo 609 bis recitava: “Chiunque, contro la volontà di una persona, compie nei confronti della stessa atti sessuali ovvero la induce a compiere o subire i medesimi atti è punito con la reclusione da quattro a dieci anni”. Nella proposta si parla di una reclusione da sei a dodici anni. La pena è la reclusione da sette a tredici anni (nella prima versione era da sei a dodici anni) se il fatto è commesso mediante violenza o, minaccia, abuso di autorità ovvero approfittando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa. “Devo dire che molti hanno parlato del mio testo senza leggerlo; altri lo hanno letto e l’hanno deformato. Il mio testo mette al centro la volontà della donna, non crea nessuna inversione dell’onere della prova. Per la prima volta in Italia, quando non c’è né consenso né dissenso, c’è una presunzione di dissenso nei cosiddetti casi di freezing. Si tratta quindi di una svolta a favore delle donne. Chi dice il contrario a mio avviso forse dovrebbe riflettere”, ha detto la presidente della commissione Giustizia prima della riunione della Commissione.

Nella riunione si è alzata la tensione con interventi molto accesi nei toni. I gruppi del Pd e del M5s hanno chiesto di non votare l’adozione del testo base e di riaprire la discussione sul testo approvato alla Camera (fondata sul principio del consenso a un rapporto sessuale, e non della “volontà contraria” introdotta dal nuovo testo). Hanno chiesto anche ulteriori audizioni. 

Boccia (Pd): “Consumata una brutta pagina”

“Si è consumata una brutta pagina di storia parlamentare perché un provvedimento che era stato approvato all’unanimità alla Camera e anche di un patto politico tra maggioranza e opposizione è stato strappato, calpestato, penso anche umiliato, ed è evidente che è venuto fuori un testo che non c’entra nulla con l’oggetto di quel patto, non migliora la legge, la ribalta, sostituisce il consenso con l’obbligo per la donna di dimostrare il proprio dissenso”. Così il presidente dei senatori Pd Francesco Boccia ha commentato l’adozione a maggioranza del testo Bongiorno.

Lopreiato (M5S): “Bongiorno si è rimangiata tutto”

“La presidente Bongiorno non si è attenuta alle intese che avevamo raggiunto: eravamo quasi giunti a un testo condiviso e invece lei ha presentato un testo che stravolge tutto. Si è rimangiata quanto detto anche fuori dalla commissione riguardo l’importanza del concetto di consenso. Parlare oggi di un “dissenso ammorbidito” è dire tutt’altro. Abbiamo chiesto nuove audizioni, tenuto conto del fatto che stiamo ragionando su un testo completamente diverso. Visto che la maggioranza agisce così, abbiamo anche chiesto la trasformazione da sede redigente a referente”. Così la senatrice del M5s, Ada Lopreiato.

Gasparri (Fi): “Oggi testo base, non è testo finale”

“Forza Italia è favorevole al testo base. Si riserva di presentare emendamenti. Oggi si è votata l’adozione del testo base che non è il testo finale”, ha detto il presidente dei senatori Fi Maurizio Gasparri.

2 Comments

  1. Non riesco a credere che si stia cambiando una legge così delicata senza tener conto del consenso. Questa nuova proposta sembra più una punizione per le donne che un vero aiuto. Manca profondamente la comprensione del problema, tristezza totale.

  2. Che brutta situazione… Era importante avere un testo che metteva il consenso al centro, ora sembra che si stia solo creando confusione. Non capisco perchè si debba sempre tornare indietro e non migliorare le leggi a favore delle donne, ma anzi peggiorarle. Mah…

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