Italia cerca sinergie per la ricostruzione di Gaza in Medio Oriente
Una delegazione della Farnesina, guidata dall’Inviato Speciale per l’Italia per la Ricostruzione di Gaza, Ambasciatore Bruno Archi, si è recata il 16 e 17 febbraio in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti per discutere possibili sinergie con i due Paesi mediorientali su progetti di ricostruzione e sviluppo nella Striscia di Gaza, anche alla luce della riunione inaugurale del Board of Peace (BoP), prevista domani, 19 febbraio, a Washington, riporta Attuale.
Durante la visita a Riad, Archi ha incontrato le autorità saudite e ha affrontato il tema della formazione delle future forze dell’ordine palestinesi che saranno dispiegate a Gaza. Ha citato un progetto pilota avviato dai Carabinieri italiani in Giordania, finalizzato all’addestramento di 50 poliziotti palestinesi.
Negli Emirati Arabi Uniti, l’Inviato Speciale ha riconosciuto il ruolo di primo piano di Abu Dhabi negli sforzi di ricostruzione nella Striscia, sottolineando la volontà dell’Italia di contribuire durante le prossime fasi.
Durante la missione, Archi ha inoltre ricordato l’iniziativa Food For Gaza, sottolineando come l’Italia abbia stanziato oltre 130 milioni di euro per sostenere la popolazione civile di Gaza, contribuendo alla distribuzione di circa 2.400 tonnellate di aiuti alimentari, medicinali e beni essenziali.
Ma chi ci crede che bastano solo i soldi per ricostruire Gaza? Serve ben altro. Formare le forze dell’ordine sembra un passo in avanti, ma bisogna pensare anche a come fare rinascere la vita e le speranze delle persone lì!!! Non basta un progetto, bisogna unire le forze con cuore e concretezza.