Roma, 19 agosto 2025 – L’estate politica si intensifica sul fronte regionale con il Pd e M5S che hanno scelto di ricandidare Eugenio Giani a governatore della Toscana, una decisione presa a maggioranza tra i Dem e con il sofferto via libera dei pentastellati che affrontano malumori evidenti in piazze calde come Livorno. La direzione regionale del Pd ha formalizzato per acclamazione la candidatura di Giani, mentre tra i 5 Stelle persistono perplessità sull’alleanza, frutto di scontri interni e delle ferite ancora aperte dalle passate battaglie contro la giunta uscente. In Toscana, quindi, si continua con il campo largo, ma a un prezzo: una base militante divisa, riporta Attuale.
In Calabria
Parallelamente, la Calabria viene coinvolta in un acceso dibattito politico. Il nome di Pasquale Tridico – europarlamentare M5S, ex presidente dell’INPS, accademico a Roma Tre e ideatore del reddito di cittadinanza – sta diventando decisivo per il centrosinistra (ieri si è tenuta un’ennesima riunione interlocutoria). La coalizione Pd, M5S e Avs, consapevole dell’importanza di un candidato capace di attrarre consensi trasversali, converge su Tridico, il quale è emerso come l’unico in grado di risolvere la situazione complicata. La sua figura potrebbe rompere l’impasse e aprire la strada a una vera sfida in una regione storicamente ostile per le opposizioni. Negli ultimi giorni, Tridico ha mostrato titubanza: “Mia moglie non vuole, abbiamo appena traslocato e iscritto le bambine alle scuole di Bruxelles”. Si tratta di una sorta di ‘sindrome di Gaudio’, in riferimento all’ex rettore della Sapienza, designato come commissario per la sanità calabrese che rifiutò l’incarico per la stessa ragione. Tuttavia, da Ferragosto, il pressing di Pd e M5S è diventato asfissiante, tanto da far cedere Tridico. Questo è dimostrato non solo dal suo attivismo sui social, ma anche da un post su Facebook, dove compare una foto di famiglia a Camigliatello che accompagna la frase simbolica: “Calabria mia, terra mia”. Un messaggio che anticipa una possibile disponibilità.
Tridico è considerato un candidato ideale. Da settimane, nei corridoi parlamentari romani e nelle stanze del Pd circola un sondaggio che lo accrediterebbe come l’unico reale sfidante capace di competere con il presidente uscente Roberto Occhiuto. I dati mostrano che il professore è “vicino” al forzista nelle preferenze, mentre gli altri candidati del centrosinistra (da Nicola Stumpo a Nicola Irto al sindaco Flavio Stasi) restano distanziati. Tuttavia, Tridico deve affrontare veti incrociati, oltre a dover spiegare alla moglie ucraina il nuovo cambio di residenza, il che lo costringe a non sciogliere ancora le riserve.
La situazione nel centrodestra
Le discussioni tra i grillini sono vivaci: la vicecapogruppo alla Camera, Vittoria Baldino, è pronta a scendere in campo qualora l’europarlamentare decidesse di rinunciare. Il Pd ha messo un freno a ogni ulteriore pretese: “Se non c’è Pasquale, tocca a noi”. Anche nel centrodestra, la situazione non è affatto serena. Occhiuto deve gestire la pressione dei sondaggi e le tensioni interne alla coalizione che gli rimprovera la fine anticipata della legislatura. Le notizie sulle inchieste che lo riguardano (è stato indagato per corruzione poco prima di dimettersi) creano apprensione tra i membri di Forza Italia; c’è chi, come Sergio Torromino a Crotone, ha abbandonato la segreteria provinciale nei giorni più critici per la formazione delle liste. Sullo sfondo, le ambizioni di Fratelli d’Italia si fanno sentire, con richieste di deleghe più pesanti che mettono Occhiuto sotto pressione. Si vocifera addirittura di un possibile ritiro dell’attuale governatore, il che potrebbe generare un caos totale con nomi come Wanda Ferro in lizza.