Primarie divise nel centrosinistra: rischio di scontro per il controllo della coalizione

25.03.2026 05:45
Primarie divise nel centrosinistra: rischio di scontro per il controllo della coalizione

Conte lancia la proposta di primarie nel centrosinistra, mentre il dibattito si infiamma

Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha interrotto la celebrazione del trionfo del No con una sorprendente proposta di primarie di coalizione, attirando l’attenzione delle classi dirigenti del centrosinistra. Queste primarie sono diventate subito un argomento centrale, soprattutto dopo che Elly Schlein, attuale segretaria del Pd, ha mostrato un attaccamento particolare a questo strumento, visto il suo successo alle precedenti primarie. Tuttavia, tra i membri del Pd, si fa strada il timore che Schlein possa riluttare ad affrontare uno scontro interno, suggerendo che la situazione potrebbe portare alla ricerca di un’unica figura unificante, simile a Romano Prodi, riporta Attuale.

Nel frattempo, si sono dichiarati disponibili a partecipare alla corsa anche l’ex direttore dell’Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, e il Progetto civico Italia, sostenuto dall’assessore romano Alessandro Onorato. Non partecipano invece il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, e la sindaca di Genova, Silvia Salis, quest’ultima esprimendo chiaramente la propria opposizione a un sistema considerato “divisivo” e mantenendo una posizione di riserva per future alleanze.

Mentre i partiti alleati, come Avs e +Europa, tentano di contenere la situazione, alcuni esponenti del Pd come Andrea Orlando sottolineano l’importanza di definire un programma chiaro e di dare voce alla partecipazione giovanile. Tuttavia, sembra che le primarie siano ormai viste come un “esito inevitabile” da fonti parlamentari vicine a Schlein. Nei recenti incontri tra i parlamentari del Pd e di Avs, è emerso che la priorità rimane la definizione della coalizione, gli elementi fondamentali di politica estera ed economica, e la ricerca di una candidatura unitaria. Questa situazione potrebbe portare a un conflitto interno “autodistruttivo” data l’assenza di una figura dominante.

Ripercorrendo gli eventi, lunedì Conte ha lanciato la proposta di primarie nel Campo largo, distogliendo così l’attenzione dall’esito referendario. Dopo la sua conferenza stampa, il Pd ha convocato un briefing a stretto giro, mostrando il nervosismo del partito, nonostante le apparenze positive. Inoltre, la mancanza di una rappresentanza moderata e riformista all’interno del centrosinistra – inclusi partiti come Italia Viva e +Europa – si fa sentire chiaramente.

Riguardo al futuro delle primarie, un esponente riformista del Pd ha commentato che è fondamentale determinare se si svolgeranno sulla base della legge elettorale vigente o come scelta politica. Attualmente non è necessaria una candidatura alla premiership, a meno che questa non venga richiesta esplicitamente dalla nuova normativa. Con Giorgia Meloni come avversaria, la necessità di una candidatura unica diventa cruciale per affrontare l’attuale premier.

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