A dar conto delle decisioni del Tribunale dei ministri è la stessa premier sui social: «Ogni scelta del governo è concordata, abbiamo agito per la sicurezza degli italiani», riporta Attuale.
Il Tribunale dei ministri ha deciso di archiviare la posizione della premier sul caso del mancato arresto e successiva espulsione in Libia di Najeem Osama Almasri. Per i ministri dell’Interno e della Giustizia, Matteo Piantedosi e Carlo Nordio, oltre al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il Tribunale richiederà invece di andare a giudizio. La premier ha confermato la notizia attraverso i propri canali social, affermando: «Oggi mi è stato notificato il provvedimento dal Tribunale dei ministri per il caso Almasri: dopo oltre sei mesi dal suo avvio, rispetto ai tre mesi previsti dalla legge, e dopo ingiustificabili fughe di notizie». Meloni ha sottolineato che i giudici hanno archiviato la sua posizione, mentre dal decreto emerge che verrà richiesta l’autorizzazione a procedere nei confronti di Piantedosi, Nordio e Mantovano. Ne risulta un destino diverso per i quattro esponenti principali del governo, con la premier visibilmente insoddisfatta della situazione.
L’ira della premier e la sfida ai giudici
Meloni ha continuato scrivendo: «Nel decreto si sostiene che io “non sia stata preventivamente informata e (non) abbia condiviso la decisione assunta”, e in tal modo non avrei rafforzato “il programma criminoso”». La premier ha evidenziato che si afferma che due suoi autorevoli Ministri e il sottosegretario di sua fiducia abbiano agito in merito a una questione così seria senza averla consultata. È una tesi palesemente assurda, ha aggiunto. A differenza di alcuni predecessori che avevano preso le distanze dai propri collaboratori in situazioni simili, Meloni rivendica che il suo governo lavora in modo coeso sotto la sua guida, e ogni scelta, specialmente quelle di rilevanza, è concordata. Si oppone così alla richiesta di processare Piantedosi, Nordio e Mantovano, affermando che se devono andare a processo loro, anche lei è pronta ad affrontare le stesse responsabilità. La premier sottolinea la correttezza del lavoro dell’intero Esecutivo, la cui unica bussola è stata la tutela della sicurezza degli italiani. Ha ribadito questo concetto immediatamente dopo essere stata informata dell’iscrizione nel registro degli indagati e confermerà la sua posizione in Parlamento, sedendosi accanto ai Ministri coinvolti durante il voto sull’autorizzazione a procedere.
In conclusione, la premier Meloni si ritrova in una posizione di difesa dopo la decisione del Tribunale dei ministri di archiviare la sua posizione nel caso Almasri, mentre richiama a giudizio altri membri del governo. La premier ha rafforzato la sua narrazione di un governo unito e coordinato, sottolineando che tutte le scelte sono conformi alla sicurezza degli italiani. La sua disponibilità ad affrontare le stesse responsabilità dei suoi ministri dimostra la sua determinazione a sostenere la coesione dell’Esecutivo, mentre si prepara a confrontarsi con la situazione in Parlamento.