Trieste, 20 gennaio 2026 – Il marito di Liliana Resinovich, Sebastiano Visintin, indagato per omicidio, è tornato al centro dell’attenzione. Oggi è emerso che il giudice per le indagini preliminari di Trieste, Manila Salvà, ha archiviato a novembre il processo per diffamazione aperto dopo la querela presentata dagli ex vicini di casa, Salvatore Nasti e Gabriella Micheli, per le dichiarazioni rilasciate in tv da Visintin tra il 17 e il 20 gennaio 2025. Sul marito di Lilly, assistito dagli avvocati Paolo e Alice Bevilacqua, pendono altre denunce della stessa coppia. Le indagini sulla morte della 63enne, trovata cadavere il 5 gennaio 2022 nel parco dell’ex manicomio di Trieste, proseguono, riporta Attuale.
Recentemente, è emersa un’importante scoperta da uno studio condotto dalla mirmecologa Silvia Castro, che ha dimostrato che le formiche Prenolepis nitens, rinvenute sul cadavere di Lilly, hanno anche una natura carnivora, attaccando rapidamente le prede. Questo elemento contrasta con l’ipotesi che il corpo sia rimasto nel boschetto per 22 giorni senza segni di attacco da insetti.
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei difensori di Sebastiano Visintin. I legali stanno ora considerando ricorrere alla CEDU (Convenzione europea dei diritti dell’uomo).
Espressioni puramente dubitative
Secondo il giudice, le parole di Visintin – “io mi domando cosa facessero Gabriella, Salvo e Sterpin” – devono essere interpretate come “espressioni puramente dubitative, interlocutorie e soprattutto di stupore” in merito alla coincidenza che i menzionati si trovassero nel luogo (Posto delle fragole) dove era stato ritrovato il corpo di Liliana. Il giudice prosegue affermando che “tale espressione non assume alcun carattere diffamatorio, considerando l’unicità del caso e che, riportando la situazione, l’indagato non ha formulato alcuna accusa verso le persone offese, come se Visintin avesse parlato a se stesso, senza riuscire a spiegarsi come mai i tre amici fossero stati lì.”.
Richiesta di archiviazione del pm
La richiesta di archiviazione era stata avanzata dal pubblico ministero il 7 febbraio. I querelanti avevano poi presentato opposizione ad aprile, portando all’esito definitivo attuale.
Le parole di Francesco Mazza, avvocato dei querelanti
L’avvocato Francesco Mazza si dice “sorpreso”, evidenziando che “il giudice sembra disconoscere un orientamento consolidato della Cassazione in tema di diffamazione; persino le affermazioni dubitative possono costituire questo delitto”. Questo aspetto, sottolinea il legale, “era ben rappresentato nella mia opposizione”.
L’udienza dell’8 maggio
È fissata per l’8 maggio l’udienza per un’altra querela presentata dalla coppia Nasti-Micheli contro Visintin. Le analisi su una lunga serie di oggetti, tra cui centinaia di coltelli sequestrati al marito di Lilly, continuano. Un esperto di criminologia avverte che se all’inizio le indagini sono condotte male, il recupero delle prove diventa estremamente difficile. Rimarrà un mistero per sempre? “No, penso che queste indagini chiariranno”, conclude. Attualmente, la morte di Liliana Resinovich resta avvolta nel mistero.