Ceccanti: “Il referendum sulla Costituzione determinerà scelte per decenni”

16.02.2026 02:45
Ceccanti: “Il referendum sulla Costituzione determinerà scelte per decenni”

Stefano Ceccanti difende il Sì al referendum, critica D’Alema e le sirene della destra

Roma, 16 febbraio 2026 – Il professor Stefano Ceccanti, costituzionalista de La Sapienza ed ex parlamentare del PD, si è schierato fermamente a favore del Sì al referendum. Mentre la destra cerca di attrarre consensi, Massimo D’Alema lo accusa di avere «cambiato idea». Ceccanti ribatte, richiamando i ricordi di D’Alema presidente della Bicamerale: «Io mi ricordo un altro D’Alema con altre idee. Qualcuno ritiene plausibile che la riforma dell’articolo 111 della Costituzione sul giusto processo sia stata realizzata da Salvi e Marcello Pera senza che D’Alema acconsentisse?», riporta Attuale.

Ceccanti sottolinea come l’attuale confusione riguardo alla riforma non sia inedita e propone di riflettere su come la storia della sinistra riformista e liberale contribuisca alle basi ideali della riforma. La prima campagna per il Sì, lanciata da Libertà e Giustizia il 12 gennaio a Firenze, dimostra questa continuità. «Noi abbiamo avuto un merito», afferma.

Tuttavia, il professore esprime preoccupazione per le distorsioni politiche, come l’assimilazione del Sì a CasaPound, che reputa infondata. «Nel 1974, nessuno si sognò di paragonare Fanfani e Moro ad Almirante per la comune avversione al divorzio», aggiunge.

Ceccanti avverte che il referendum riguarda le scelte costituzionali destinate a durare nel tempo, e invita a concentrarsi sul merito della riforma piuttosto che sul contesto politico. «Ogni voto ha le sue legittime motivazioni, ma il nostro compito è richiamare al significato proprio della riforma», chiarisce.

Riguardo alla tensione tra politica e magistratura, il professore sostiene l’importanza di evitare polemiche di corto respiro, rimarcando che l’attenzione dovrebbe rimanere sull’articolo 111, che riscrive il concetto di giusto processo. «Il tema rimane se si accetta o meno l’articolo 111 sul giusto processo», spiega.

Infine, sul possibile controllo da parte della destra sulla giustizia, Ceccanti chiarisce: «Il controllo nel testo della riforma non c’è. Chi teme politiche sbagliate può e deve bocciarli alle politiche». Sottolinea anche la trasformazione della riforma, la quale, rendendo più autonomi i giudici, potrebbe addirittura attenuare la logica securitaria. «E quindi a vantaggio del cittadino indagato», conclude.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere