Celebrazioni pasquali 2026: diretta della Messa e Benedizione di Papa Leone XIV

04.04.2026 09:55
Celebrazioni pasquali 2026: diretta della Messa e Benedizione di Papa Leone XIV

Lo scorso anno la Benedizione Urbi et orbi ha segnato il congedo di Papa Francesco dal mondo intero. Il viso gonfio, stravolto dalla sofferenza, e la voce quasi impercettibile non potevano più pronunciare il messaggio pasquale. Adesso non è (più) Bergoglio a sedere sul soglio petrino. Tocca al successore, Leone XIV, affacciarsi per la prima volta dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro per pronunciare il testo di auguri e stendere la sua mano benedicente sull’umanità intera, riporta Attuale.

Guida tv: le celebrazioni di Pasqua in diretta

L’appuntamento è alle 12 di domani poco dopo la conclusione della Messa della Risurrezione, presieduta dallo stesso Prevost, in una piazza San Pietro che si preannuncia gremita e blindata per la festività chiave del calendario liturgico cattolico. La sera precedente, alle 21, il Papa presiederà in Basilica la Veglia pasquale nella Notte Santa. Tutte le celebrazioni saranno trasmesse in diretta tv sull’emittente della Conferenza episcopale italiana, Tv2000. Su Rai 1 sarà possibile seguire, a partire dalle 10, la Celebrazione eucaristica di Pasqua, non la Veglia del Sabato santo.

In quella che ha definito, nel corso della Messa crismale, “l’ora oscura della storia“, il pensiero di Prevost corre all’angoscia che annichilisce le speranze di futuro di uomini e donne terrorizzati dagli echi delle guerre, vissute o temute. In Medio Oriente, certo, nel Golfo, così come nell’Est Europa, per non parlare dei conflitti dimenticati e disseminati in ogni angolo del pianeta. Leone XIV scarta gli effetti speciali e, anche in tempo di Pasqua, si affida ai canali diplomatici tradizionali, impegnandosi in un’azione di moral suasion tesa a far tacere le armi e ripristinare il dialogo. Questo approccio potrebbe risultare meno empatico e incisivo rispetto al predecessore, famoso per i gesti eclatanti ed emotivi. Da qui le telefonate nel Venerdì Santo con il presidente israeliano Herzog e l’omologo ucraino per invocare il silenzio delle armi, gesti umanitari e il rispetto del diritto internazionale.

Il Papa americano, voce per la pace

Non è tanto nella forma quanto nei contenuti che si misura una discontinuità. Il Papa, seguendo il solco tracciato da Francesco, ha ammonito in Quaresima: “Dio non ascolta le preghiere di chi ha le mani grondanti di sangue”, replicando alle richieste dell’amministrazione Trump per una vittoria degli Usa contro l’Iran. Ha inoltre sottolineato che imperialismo e Vangelo viaggiano su binari diversi. I Grandi della Terra sono stati avvertiti, anche di persona, come accaduto una settimana fa nel Principato di Monaco. Non c’è Board of Peace che tenga per la Santa Sede, se mancano diritti, sovranità e giustizia per ogni popolo. A partire da questo paradigma, il Papa americano, anche a Pasqua, tornerà a far echeggiare la voce della pace e dei più deboli. Resta da vedere se i potenti avranno la sensibilità di ascoltarlo. La sua richiesta di una pace o almeno di una tregua prima di Pasqua, che riguarda situazioni dall’Ucraina all’Iran, per ora è caduta nel vuoto.

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