Chi è Greg Bovino, l’agente italoamericano che guida le operazioni contro l’immigrazione illegale negli Stati Uniti

24.01.2026 07:35
Chi è Greg Bovino, l'agente italoamericano che guida le operazioni contro l'immigrazione illegale negli Stati Uniti

Greg Bovino e le Retate di Immigrati Negli Stati Uniti

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
NEW YORK – Il 55enne Greg Bovino, capo della polizia di frontiera (Border Patrol) con origini calabresi, è diventato un simbolo delle recenti retate di immigrati illegali che hanno colpito diverse città americane, a partire da Los Angeles la scorsa estate, riporta Attuale.

Tra i migranti coinvolti vi è anche Vincenzo, il nonno di Bovino, che era immigrato in America nel maggio del 1924, lo stesso mese in cui nacque la Border Patrol, istituita con lo scopo di ridurre il numero di italiani e altri immigrati provenienti dal Sud e dall’Est Europa. Oggi, l’amministrazione Trump sembra vedere in Bovino un potenziale per aumentare le espulsioni di massa di immigrati illegali, distogliendo il focus da operazioni tradizionali con tattiche aggressive in contesti urbani.

Visto come un leader carismatico, Bovino ha guidato operazioni dai nomi emblematici, come l’Operazione Cavallo di Troia a Los Angeles e l’Operazione blitz di mezzanotte a Chicago, quest’ultima lanciata dopo la morte di una giovane donna investita da un migrante. Le operazioni sono state spesso criticate per l’uso eccessivo della forza e per aver coinvolto anche famiglie e minorenni senza precedenti penali.

Il suo approccio ha suscitato diverse polemiche; le forze di Bovino sono state accusate di usare spray al peperoncino e di effettuare arresti di cittadini americani durante le proteste. Nonostante ciò, Bovino è stato elogiato da esponenti della Casa Bianca, tra cui Stephen Miller, per la sua determinazione nel colpire i raduni di immigrati in cerca di lavoro.

La carriera di Bovino è iniziata nel 1996 e, dopo vari ruoli all’interno del Dipartimento della Sicurezza Nazionale, è diventato capo nel 2020. La sua figura è spesso associata a un’idea di polizia che si fonde con l’eroismo, anche se la realtà delle forze di frontiera è spesso caratterizzata da compiti burocratici. Un incidente particolare si è verificato il 7 gennaio 2025, quando Bovino ha ordinato un’operazione a Kern County senza previa autorizzazione, portando all’arresto di 78 lavoratori peruviani.

La sua interpretazione del termine “criminale” è stata oggetto di dibattito, includendo immigrati entrati illegalmente nel Paese. Al di là delle critiche, Bovino continua a bramare il riconoscimento come un leader forte nella lotta contro l’immigrazione clandestina, promuovendo immagini che ricordano film d’azione, a fronte delle serissime accuse di violazione dei diritti civili.

In un contesto in cui le pratiche di Bovino e della Border Patrol sono sempre più sotto osservazione, rimane incerta la direzione futura della polizia di frontiera e della politica migratoria americana, mentre le proteste contro le sue tattiche stanno prendendo vigore tra i cittadini e i gruppi per i diritti umani.

1 Comments

  1. Ma dai, è incredibile come il passato di Bovino si intrecci con quello degli immigrati! È assurdo che chi un tempo cercava fortuna ora sia visto come un nemico. Non so, mi sembra che la storia si ripeta sempre, e purtroppo spesso con le facce sbagliate. La mia famiglia, anche se in Italia, ha vissuto tutto ciò… triste. Che mondo!

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