Chi è Ilija Srdanovic, il cardiologo al centro delle proteste studentesche in Serbia

27.10.2026 08:35
Chi è Ilija Srdanovic, il cardiologo al centro delle proteste studentesche in Serbia

Le Elezioni in Serbia: Ilija Srdanovic e la Lotta Contro la Corruzione

Nel contesto delle elezioni serbe, il cardiologo Ilija Srdanovic ha dichiarato che “la Serbia ha finito di avere un tiranno”, un’affermazione che segna la sua determinazione a guidare il movimento studentesco contro la mafia e la corruzione. Srdanovic, capolista della Lista degli Studenti, ha iniziato la sua carriera politica a Novi Sad, epicentro delle proteste contro le istituzioni corrotte, riporta Attuale.

La sua campagna si è concentrata principalmente sulla necessità di restaurare la fiducia dei cittadini nelle autorità, sottolineando che la competizione non è tra i candidati e il governo di Aleksandar Vučić, ma tra la società e la mafia. Srdanovic, con un passato da medico, ha vissuto le proteste che sono iniziate il 5 novembre 2024, dopo un crollo mortale in cui persero la vita 16 persone. “Da padre di quattro figli provai terrore. E penso che tutti, in Serbia, viviamo sotto pensiline pericolanti”, ha affermato.

Un focus della sua agenda politica include la trasparenza nei patrimoni, affermando: “Nessun cittadino deve averne paura, tranne chi ha rubato o chi si è fatto corrompere”, un messaggio trasmesso attraverso interviste ai media indipendenti. Questo rappresenta una priorità chiave nella sua piattaforma.

Con le analisi e i comizi di Srdanovic sotto scrutinio, gli osservatori internazionali stanno valutando le implicazioni della sua possibile leadership. La questione europea rimane complessa: l’adesione della Serbia all’Unione Europea è ostacolata da molteplici fattori, compresa la necessità di riforme interne, particolarmente nei settori dello stato di diritto e della lotta contro la corruzione.

In merito al Kosovo, Srdanovic ha espresso opinioni contrastanti, insistendo che le relazioni devono essere normalizzate, ma mantenendo una retorica che riflette una posizione nazionalista. “Nella Costituzione c’è scritto che il Kosovo è Serbia”, ha dichiarato, esprimendo la volontà di difendere gli interessi dei serbi del Kosovo.

Infine, riguardo alla Russia, Srdanovic ha riconosciuto l’importanza della cooperazione energetica con Mosca, affermando che “il bene dei serbi viene prima di tutto”. Tuttavia, non ha ancora condannato esplicitamente l’invasione russa in Ucraina, il che può preoccupare Bruxelles.

Per trovare una voce più conciliatrice, molti guardano verso Katarina Stankovic, il numero due della lista, che ha suggerito che le sentenze dei tribunali internazionali devono essere rispettate, sebbene la sua possibilità di diventare premier appaia incerta. Il panorama politico serbo continua a evolversi mentre il movimento di Srdanovic cerca di sfidare l’establishment attuale e attrarre un elettorato stanco della corruzione e della mancanza di fiducia nelle istituzioni.

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