Come gli Houthi hanno costruito un arsenale militare e aumentato la loro pericolosità in Medio Oriente

02.11.2026 17:35
Come gli Houthi hanno costruito un arsenale militare e aumentato la loro pericolosità in Medio Oriente

Gli Houthi rafforzano la loro capacità militare e infliggono danni all’Arabia Saudita

Recenti attacchi degli Houthi contro l’Arabia Saudita hanno evidenziato un significativo avanzamento militare del gruppo politico armato che controlla il nord-ovest dello Yemen. Negli ultimi mesi, gli Houthi hanno conquistato porzioni della costa sud-occidentale del paese dalle forze filogovernative, causando danni considerevoli alle infrastrutture petrolifere saudite, alleate del governo yemenita nella guerra civile, riporta Attuale.

Fino a poco tempo fa, gli Houthi erano considerati tra le milizie meno armate dell’Asse della Resistenza, una rete di gruppi attraverso cui l’Iran esercita la propria influenza nella regione. Oggi, tuttavia, sono diventati una delle forze più pericolose del Medio Oriente. Negli ultimi anni, hanno ridotto la loro dipendenza dall’Iran, trovando canali alternativi di approvvigionamento e iniziando a produrre armi autonomamente.

L’Iran rimane un alleato cruciale per gli Houthi, fornendo supporto logistico e consiglieri militari, oltre a inviare armi sofisticate, come i missili balistici, difficili da produrre in Yemen. Secondo gli analisti militari, ora gli Houthi sono capaci di costruire la maggior parte delle armi utilizzate nella loro guerra contro il governo yemenita, iniziata nel 2014 e recentemente intensificata dopo un lungo stallo.

Sebbene le armi siano ancora basate su modelli iraniani, gli Houthi sono ora in grado di assemblarle senza componenti dall’Iran, che sono più difficili da ottenere a causa del blocco navale imposto dagli Stati Uniti. Dal 2020, il gruppo ha spostato il focus dal contrabbando di armi complete alla creazione di una vera e propria catena di approvvigionamento per la produzione autonoma.

L’evidenza di questa evoluzione emerge dai carichi intercettati, dove i componenti sono ora molto più comuni rispetto alle armi complete. La Cina ha superato l’Iran come principale fornitore, con componenti dual-use, come motori e cavi, più difficili da tracciare.

Le sanzioni internazionali non hanno avuto un impatto significativo sulle forniture. Le forze governative yemenite, responsabili delle intercettazioni, sono indebolite da divisioni interne e incapaci di monitorare capillarmente il territorio. Gli Houthi hanno dimostrato di essere abili a diversificare le loro rotte di approvvigionamento, nascondendo i carichi su piccole imbarcazioni o furgoni carichi di merci ordinarie.

Per trasportare armi e componenti, il gruppo impiega anche animali da soma. Le armi vengono assemblate in siti sotterranei, complicando il loro rintracciamento e zittendo le campagne aeree contro di esse. Le postazioni di lancio sono mobili e difficili da attaccare.

In alcuni casi, gli Houthi hanno modificato le armi iraniane per adattarle alle loro necessità. I loro attacchi all’Arabia Saudita sono percorsi da una strategia insidiosa, che sfrutta l’enorme territorio saudita difficile da difendere e un mix di armi, come missili e droni, per massimizzare l’impatto.

Nel settembre scorso, Anthropic, una delle principali aziende di intelligenza artificiale, ha identificato e bloccato il tentativo di una “cellula di attori malevoli con base nel nord dello Yemen” (ovvero gli Houthi) di utilizzare il suo sistema Claude per sviluppare un software destinato a guidare razzi.

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