Corteo di Askatasuna a Torino, Tajani critica i manifestanti come “violenti figli di papà”

20.12.2025 15:55
Corteo di Askatasuna a Torino, Tajani critica i manifestanti come “violenti figli di papà”

Torino: Corteo in Difesa di Askatasuna dopo lo Sgombero

Un corteo è appena partito a Torino, in seguito allo sgombero del centro sociale Askatasuna avvenuto nei giorni scorsi. Davanti alla sede universitaria di Palazzo Nuovo, circa mille persone si preparano ad attraversare la città. Tra i partecipanti ci sono militanti storici di Askatasuna, studenti, cittadini e anche diverse famiglie con bambini. In testa al corteo sventola un grande striscione con la scritta “Torino Partigiana, Que Viva Askatasuna” e messaggi come “Askatasuna vuol dire libertà” e “Il futuro comincia adesso”, riporta Attuale.

Un attivista ha preso la parola, esprimendo preoccupazione per la militarizzazione del quartiere di Vanchiglia: “In questo momento davanti all’Aska ci sono i jersey che siamo stati abituati a vedere in Val di Susa, è un’invasione militare”. La manifestazione ha attirato l’attenzione di vari volti noti, tra cui il rapper torinese Willie Peyote e il politologo Marco Revelli.

Questa protesta segna un momento cruciale per la comunità, che si mobilita non solo per difendere uno spazio storico di aggregazione, ma anche per contestare l’approccio repressivo adottato dalle autorità locali. La manifestazione ha lo scopo di far sentire la propria voce contro quelle che vengono percepite come violazioni dei diritti sociali.

Negli ultimi giorni, il clima in città è diventato teso, con un aumento della presenza delle forze dell’ordine in risposta alle crescente mobilitazioni. Le dichiarazioni degli attivisti evidenziano una profonda frustrazione nei confronti delle politiche di sicurezza, ritenute eccessive e ingiustificate.

Il dibattito su come gestire i centri sociali e gli spazi di aggregazione giovanile rimane aperto, con richieste che vanno da una maggiore partecipazione civica alla riforma delle politiche di sicurezza urbana. I prossimi giorni saranno cruciali per osservare come evolverà la situazione, sia sul fronte delle mobilitazioni che su quello delle risposte istituzionali.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere