Cosa cambierà con i democratici al Congresso degli Stati Uniti?

04.11.2026 10:25
Cosa cambierà con i democratici al Congresso degli Stati Uniti?

Trump affronta un Congresso dominato dai Democratici dopo il midterm del 2026

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si trova in una posizione di isolamento a seguito delle elezioni di midterm del 2026, che hanno visto i Democratici prevalere in modo schiacciante. Mentre i diplomatici europei riflettono sulle future mosse di Trump, il New York Times segnala che il comando militare americano (Centcom) ha già preparato un piano per riprendere gli attacchi contro l’Iran, riporta Attuale.

Trump ha alimentato la confusione dichiarando al Financial Times di non aver ancora preso una decisione definitiva. Tuttavia, resta concreta l’ipotesi di bombardamenti fino alla fine dell’anno. La guerra contro l’Iran ha già comportato circa 47 miliardi di dollari di spese per gli Stati Uniti, e il Pentagono ha recentemente richiesto ulteriori 98 miliardi. Il 22 luglio, la Camera dei Rappresentanti, controllata dai Repubblicani, ha approvato la richiesta, ma il Senato deve ancora esprimersi.

Con i Democratici ora in controllo di entrambe le camere del Congresso, le prospettive di approvazione dei finanziamenti per ulteriori attacchi all’Iran sembrano limitate. Tuttavia, i nuovi membri del Congresso non entreranno in carica fino al 3 gennaio, lasciando il Senato sotto la guida Repubblicana ancora per due mesi. Questa situazione offre un vantaggio tattico ai Pasdaran iraniani e aumenta la possibilità che Trump si senta costretto ad agire rapidamente, con il rischio di un fallimento militare e politico.

In merito al conflitto in Ucraina, la posizione di Trump appare contraddittoria. Nonostante le due Camere del Congresso abbiano approvato misure per sanzionare il petrolio russo, Trump si è mostrato riluttante a supportare l’Ucraina, continuando a promuovere la legittimità di una possibile sostituzione di Volodymyr Zelensky. La nuova maggioranza progressista potrebbe faticare a esercitare pressioni significative sulla Casa Bianca, che ha finora mantenuto una linea accomodante nei confronti del Cremlino. Tuttavia, esiste un sostegno bipartisan nel Congresso per l’invio di armi a Kiev, inclusi i missili Patriot, richiesti da Zelensky, ma Trump ha la facoltà di porre il veto su ogni decisione significativa al riguardo.

Internamente, Trump dovrà confrontarsi con le richieste di un Congresso guidato dai Democratici per le nomine ufficiali e le questioni di bilancio. Il Congresso Repubblicano avrà solo due mesi per approvare la legge finanziaria per il 2027, incluso un sostanzioso fondo di 1500 miliardi di dollari destinato alla spesa militare. I Democratici potrebbero adottare tattiche di ostruzionismo per ritardare i negoziati fiscali correnti.

La relazione con la Cina non sembra destinata a cambiare sostanzialmente. Entrambi i partiti condividono una crescente diffidenza nei confronti del regime di Xi Jinping e potrebbero formare alleanze bipartisan per continuare a fornire supporto a Taiwan. La Casa Bianca punta a trovare un accordo di coesistenza, specialmente in vista del G20 programmato per dicembre a Miami.

Infine, la posizione di Trump rispetto all’Europa rimane critica, con il Presidente che continua a escludere il continente dalle decisioni strategiche fondamentali. Mentre il nuovo Congresso potrebbe cercare di aumentare la cooperazione con gli alleati europei, non avrà mezzi concreti per costringerlo a cambiare direzione. Le politiche economiche volte alla protezione dell’economia nazionale continueranno a prevalere, come dimostrato dall’Inflation Reduction Act adottato nell’agosto 2022.

In questo contesto, anche il ruolo della NATO rimane intatto: l’impegno degli Stati Uniti nell’Alleanza atlantica non è messo in discussione, ma Trump potrebbe continuare a diffondere incertezze tra gli alleati europei, mentre il Congresso ha approvato una legge per impedire al Presidente di uscire dalla NATO senza consenso bipartisan.

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