Cosa succede nel Regno Unito dopo la batosta presa dai conservatori alle elezioni

06.05.2024
Cosa succede nel Regno Unito dopo la batosta presa dai conservatori alle elezioni
Cosa succede nel Regno Unito dopo la batosta presa dai conservatori alle elezioni

Per i Tory è andata in scena la peggiore sconfitta degli ultimi 40 anni. Ma il successo dell’opposizione nelle elezioni locali non sembra abbastanza per assicurare una maggioranza certa alle nazionali

Ilaburisti britannici sentono il vento in poppa in vista delle prossime elezioni nazionali, e sperano di tornare al potere dopo 14 anni di assenza. A dare fiducia al partito guidato da Keir Starmer i risultati delle elezioni locali nel Regno Unito che hanno segnato una batosta per il partito conservatore del premier Rishi Sunak, anche se la guerra a Gaza potrebbe complicare un eventuale ritorno a Downing Street.

Sabato (4 maggio) sono arrivati i dati definitivi che hanno confermato l’ampia vittoria dell’opposizione, in particolare a Londra dove Sadiq Khan ha conquistato un terzo mandato. Nella capitale britannica, il sindaco uscente, il primo non bianco, di origini straniere (i genitori sono immigrati dal Pakistan) e musulmano, è stato ampiamente rieletto con il 43,8% dei voti battendo la conservatrice Susan Hall (32,7%). Khan ha dichiarato di essere “onorato” e “orgoglioso” e ha auspicato che quest’anno “sia un anno di grandi cambiamenti” con “un futuro governo laburista”.

Peggiore sconfitta in 40 anni

Ma se Londra è da sempre una roccaforte laburista, sono i dati nazionali che hanno dipinto un quadro piuttosto fosco per i Tories, avendo registrato la peggiore sconfitta degli ultimi 40 anni, con gli elettori chiamati a votare in un’elezione suppletiva (vinta dai laburisti) e a rinnovare alcune delle migliaia di consiglieri locali in Inghilterra e Galles, oltre a undici sindaci.

In totale, il Labour ha guadagnato più di 180 seggi e guiderà otto consigli locali in più, mentre i Conservatori hanno perso più di 470 seggi e il controllo di almeno dieci consigli locali. I sostanziali guadagni dell’opposizione laburista aumentano le speranze di vedere il suo leader Starmer a Downing Street dopo le elezioni generali di quest’anno. “Oggi celebriamo l’inizio di un nuovo capitolo, uno degli ultimi passi prima delle elezioni generali”, ha dichiarato il leader dell’opposizione a Mansfield, nelle Midlands Orientali, dove stava festeggiando l’elezione del sindaco laburista Clare Ward. “Voltiamo la pagina del declino e lanciamo il rinnovamento nazionale con il Labour”, ha aggiunto, promettendo in particolare di ricostruire il sistema sanitario in difficoltà.

Sunak, che sta affrontando divisioni all’interno dei suoi ranghi, ha nuovamente difeso le sue politiche, in particolare il suo piano di deportazione degli immigrati in Ruanda e i suoi tagli alle tasse. “Solo i conservatori hanno un piano per il Paese”, ha rivendicato in un articolo pubblicato dal quotidiano conservatore The Telegraph. Ma a lanciare un campanello d’allarme per lui c’è anche l’ascesa di Reform UK, il partito nazionalista e populista fondato dal campione della Brexit Nigel Farage, cosa che spinge le frange più estreme del suo partito a una ulteriore svolta a destra per fermare l’emorragia di voti.

Il nodo Gaza

Ma anche per il Labour non sono solo rose e fiori. Il partito deve far fronte a una forte opposizione di una parte della base, causata dalla posizione di Starmer sulla guerra a Gaza, considerata da alcuni suoi elettori troppo favorevole a Israele. Il leader ha fatto della lotta all’antisemitismo una delle sue bandiere, dopo anni di polemiche sul tema ai tempi di Jeremy Corbin, e per questo il tema del supporto a Tel Aviv è molto delicato. Ma i dati mostrano che c’è stato un calo di quasi il 18% del voto laburista nelle aree dell’Inghilterra in cui più di un quinto delle persone si identifica come musulmano.

Proprio in una di quelle aree a marzo George Galloway, candidato indipendente e pro Palestina, aveva dato un assaggio di quello che potrebbe succedere alle elezioni nazionali conquistando un seggio di deputato a Westminster nelle elezioni suppletive nella circoscrizione di Rochdale. Il politico di lungo corso, già deputato diverse volte in passato, aveva basato gran parte della sua propaganda sulla critica alla posizione laburista nei confronti di Israele e sul supporto alla Palestina, strategia rivelatasi poi vincente. “Keir Starmer, questo è per Gaza”, aveva detto dopo la vittoria.

Poco entusiasmo

In generale John Curtice, professore di scienze politiche, parlando all’agenzia di stampa France Presse ha spiegato che a suo avviso nelle elezioni locali il Labour ha beneficiato più del “desiderio da parte degli elettori di battere i conservatori” che di un vero “entusiasmo” nei suoi confronti, sottolineando che l’affluenza è rimasta bassa (meno del 30% nella maggior parte delle elezioni locali). Il quotidiano progressista Guardian, da sempre vicino al Labour, ha sottolineato che il successo “non si è trasformato in valanga” per la limitata capacità di attrazione del moderatismo di Starmer, per il mancato sfondamento in alcune zone urbane e appunto per la delusione di milioni di elettori (specialmente di origine musulmana) tradizionalmente schierati a sinistra rispetto alla posizione del partito sulla guerra a Gaza.

Fonte: Today

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